PORTO MANTOVANO Sei ragazzi su dieci, tra quelli delle classi terze dell’Istituto Comprensivo di Porto Mantovano, sono stati contattati online da persone che non conoscevano. E la maggior parte di loro non ci ha visto nulla di strano. È il dato più significativo emerso da un questionario anonimo sottoposto a 185 studenti prima dell’avvio del progetto formativo “Digitale Senza Trappole”, un ciclo di lezioni gratuite sulla sicurezza informatica che Onorato Informatica Srl, azienda mantovana di cybersecurity con sede proprio a Porto Mantovano, e Cyberment Srl, società specializzata in sicurezza informatica con sede operativa nel Mantovano, hanno tenuto il 3 e 4 marzo a 250 studenti delle terze medie, preceduto da una sessione dedicata ai professori il 2 marzo.
I numeri che fanno riflettere
Il questionario, compilato prima della formazione per fotografare le abitudini reali senza condizionamenti, ha restituito uno scenario che racconta molto di come i tredicenni vivono il digitale. Il 90% degli studenti trascorre più di due ore al giorno online e il 13,5% supera le cinque ore, dedicando di fatto la quasi totalità del proprio tempo libero allo schermo.Il 62,7% frequenta prevalentemente i social network, il 22,2% le piattaforme di gaming e il 15,1% lo streaming. Un terzo dei ragazzi, inoltre, ha dichiarato di aver avuto o sospettato un’infezione da virus o malware sul proprio dispositivo: conferma concreta che queste abitudini producono già conseguenze reali.
Sconosciuti online, ma senza paura
È però il rapporto con gli sconosciuti a destare le maggiori preoccupazioni. Del 60% che ha ricevuto messaggi o contatti da persone mai incontrate nella vita reale, solo il 14% ha avvertito disagio. Il restante 46% considera la cosa del tutto normale.
Password condivise come “patto di amicizia”
L’indagine ha messo in luce quella che i formatori hanno definito una vera e propria “catena della vulnerabilità digitale”. Il 40% degli studenti ha condiviso almeno una volta la password di un proprio account personale con amici o conoscenti, quasi fosse un gesto di fiducia tra pari. Il 32% non cambia mai le proprie credenziali, e un ulteriore 43% lo fa solo q uando un servizio lo impone. Le password vengono custodite nelle note dello smartphone (45%) o scritte su carta (35%); appena uno studente su cinque utilizza un password manager.
Formazione per spezzare la catena
Il progetto “Digitale Senza Trappole” nasce proprio per intervenire su queste fragilità, fornendo strumenti concreti per riconoscere i rischi, proteggere i propri dati e sviluppare una maggiore consapevolezza nell’uso quotidiano della rete. L’obiettivo non è demonizzare la tecnologia, ma insegnare ai ragazzi a usarla con responsabilità. Perché se il digitale è parte integrante della loro crescita, la sicurezza deve diventare una competenza di base, al pari della matematica o dell’italiano.









































