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Addio a Benedetto Coppolino. Lo storico preside del Carlo D’arco aveva 86 anni

MANTOVA  Non del tutto inattesa, ma comunque traumatica nel mondo della scuola cittadina la notizia appresa ieri della scomparsa di Benedetto Coppolino, lo storico preside dell’Itis “Fermi” e soprattutto del “Carlo d’Arco”. Avrebbe compiuto 87 anni fra pochi mesi, ma la sua età non ha cancellato i ricordi di generazioni di geometri e periti.
Laureato ingegnere chimico, originario di Barcellona Pozzo di Gotto (Messina), Coppolino approdò a Mantova a metà anni ’70 dove fu vice preside all’Itis “Fermi”, ma già all’inizio degli anni ’80 divenne lo “storico” preside dei geometri all’istituto “D’Arco”, prima, e poi dal 2000, a seguito del dimensionamento scolastico, dirigente di Geometri e Magistrali, ove rimase in carica sino al pensionamento nel 2005.
Coppolino è deceduto per arresto cardiaco al Poma ove era ricoverato da una settimana. Lascia la moglie Oriella e i figli Giuseppina (insegnante e avvocato) e Letterio (nome che perpetuava quello del nonno, anche lui avvocato). Per sua disposizione sarà cremato e le ceneri verranno trasportate in Sicilia nella cappella di famiglia, dopo la cerimonia funebre che si terrà lunedì nella parrocchiale di Porto Mantovano.
Ma a ricordarne la statura umana e professionale basterebbero le parole di Vincenzo Dalai, ex preside del “Pitentino”: «Benedetto è stato il mio maestro. Io sono stato il suo vicario per una decina d’anni e ho imparato più da lui che da tutti i corsi e concorsi che ho fatto per diventare a mia volta dirigente scolastico. Lui aveva presagito anticipazioni didattiche che oggi sono la norma ministeriale».
Di carattere “esternamente burbero”, ricorda ancóra Dalai, «in realtà era persona di grande disponibilità e umanità. Esemplare rimane la sua creatività sui bilanci, con furiose liti sostenute coi revisori dei conti; ma alla fine aveva sempre ragione lui. Aveva pure il “pugno di ferro” coi ragazzi, ma se c’era qualcuno in difficoltà, anche in sede di scrutinio, lui lo aiutava, e sempre aiutava chiunque si impegnasse, talvolta mettendosi anche contro l’intero consiglio di classe».
Fra i suoi più significativi contributi, resta l’avere ospitato ai Geometri il corso sperimentale “Cerere” per periti agrarî sovrinteso da ispettori ministeriali ogni sei mesi, e appoggiato alla struttura della “Bigattera”, che diede vita alla prima serra realizzata con i fondi ministeriali ottenuti, proprio grazie a lui, tramite quel corso a sfondo agroalimentare, oggi vanto amministrativo.