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Sicurezza, Cappellari (Lega) e Lega Mantova città: da sinistra solo polemiche. A Sesto San Giovanni modello concreto, a Mantova immobilismo

MANTOVA Le polemiche degli amministratori di centrosinistra sulla sicurezza sono inutili e fuori dalla realtà. Sono in evidente difficoltà, e basta vedere la situazione della sicurezza nei capoluoghi delle province». Lo dichiarano il consigliere regionale della Lega Alessandra Cappellari e la sezione cittadina della Lega di Mantova, replicando alle critiche emerse sul piano regionale per la sicurezza urbana. «La verità è semplice: la sicurezza è responsabilità dei sindaci, lo dice chiaramente il Testo unico degli enti locali – proseguono –. E mentre altri territori agiscono, Mantova resta ferma». Cappellari e la Lega Mantova città portano l’esempio di Sesto San Giovanni, amministrata dal centrodestra: «Lì la Lega ha costruito un modello concreto fatto di organizzazione, formazione continua degli agenti, incentivi agli agenti, collaborazione costante con le forze dell’ordine, utilizzo integrato delle telecamere e controlli mirati sul territorio». «A Mantova il numero di agenti è anche superiore rispetto ad altre realtà – sottolineano – ma il punto non è quanti sono, bensì come vengono impiegati. Senza una visione chiara e scelte operative concrete, anche numeri importanti non producono risultati sulla sicurezza. Serve incentivare il lavoro degli agenti, anche economicamente, e organizzarli in modo efficace: è una scelta politica precisa dell’amministrazione comunale». «La Regione già promuove corsi di formazione per la polizia locale, pur non essendo tenuta a farlo, mentre molti Comuni virtuosi investono autonomamente su questo fronte. Inoltre, abbiamo aumentato le risorse per la strumentazione delle polizie locali da 2,5 a 4,3 milioni di euro, con la possibilità di incrementarle ulteriormente per finanziare tutte le richieste». «Proposte come lo Street Tutor non sono la soluzione – aggiungono –. Serve invece puntare su strumenti concreti e sull’organizzazione: esistono già strumenti e modalità operative che i Comuni possono utilizzare, ma serve la volontà di farlo». «Proprio per questo la Lega organizzerà un incontro sul territorio con il sottosegretario Nicola Molteni e con il sindaco di Sesto San Giovanni Roberto Di Stefano, per illustrare a Mantova un modello concreto di sicurezza urbana.». «Invece di attaccare Regione Lombardia – concludono Cappellari e la Lega Mantova città – l’amministrazione mantovana dovrebbe fare un esame di coscienza e iniziare a fare ciò che le compete: usare al meglio le risorse che ha, investire sull’organizzazione e sulla formazione e mettere davvero al centro la sicurezza. Dopo undici anni di amministrazione, strumenti come i cani antidroga e il Bolawrap non sono nemmeno ancora operativi: davvero troppo poco a fronte delle promesse fatte».