OGLIO PO – Nel trasporto merci la sfida non è solo trovare autisti, ma gestire competenze complesse. L’età media dei conducenti in Europa è di circa 47 anni, con l’Italia che mostra un quadro analogo. Cresce al contempo la domanda di profili tecnici – dalla pianificazione alla gestione dei flussi operativi – che spinge le imprese a investire in formazione e digitalizzazione. È quanto emerge da un’analisi di TP – Trasporti Pesanti (Gruppo Storti), azienda attiva nella logistica e nel trasporto merci su strada e intermodale, con circa 800 mezzi di proprietà, che monitora l’evoluzione del settore della logistica. Come noto l’azienda ha sede a Piadena Drizzona, a due passi dal Mantovano. In Europa mancano già oggi oltre 500mila conducenti professionali, una cifra che potrebbe superare il milione nei prossimi tre-cinque anni. In Italia il gap è stimato tra 20mila e 25mila autisti, con gli under 25 appena al 2,2% e il 45% sopra i 55 anni, mentre il fabbisogno occupazionale complessivo è pari a circa 160mila unità nel quinquennio 2024-2028. Si registra inoltre una progressiva riduzione della quota di professionisti italiani. Negli ultimi anni i sistemi di trasporto intelligenti hanno reso la cabina un ambiente connesso, in cui la guida si integra con attività computerizzate di monitoraggio e gestione. Parallelamente, si amplia il perimetro delle professionalità: pianificatori operativi, fleet manager e figure di coordinamento logistico, con competenze integrate tra operatività e gestione dei dati. L’integrazione tra strumenti digitali e gestione dei vincoli operativi migliora l’efficienza dei flussi, contribuendo a ridurre i chilometri percorsi a vuoto. La capacità di attrarre e inserire nuova forza lavoro, insieme al crescente ricorso a conducenti provenienti da Paesi terzi, rende la gestione delle competenze sempre più strutturale per le imprese. In tale prospettiva, Trasporti Pesanti ha sviluppato iniziative di formazione e inserimento professionale, tra cui l’Academy del Gruppo, realizzata in collaborazione con Enaip, con percorsi per il conseguimento di patente C, CE e CQC e successivo inserimento in azienda – la prima edizione si concluderà con la fine di aprile con l’ingresso dei primi conducenti -, oltre a programmi di tirocinio scolastico nelle sedi aziendali con attività formative sul campo. «La carenza di autisti è solo una parte del problema: servono competenze più articolate e maggiore capacità di gestione – afferma Ulisse Albertazzi, direttore generale di Trasporti Pesanti -. La formazione è oggi una leva industriale, ed è fondamentale rafforzare il collegamento con scuole e percorsi formativi per favorire l’ingresso di nuovi conducenti e costruire un ricambio più strutturato anche con una maggiore presenza femminile».








































