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Maxi-sequestro a Roverbella: 150 kg di cocaina, tre arresti tra Mantova e Treviso

MANTOVA Nella mattinata di ieri, nell’ambito di un’articolata attività di contrasto al traffico di sostanze stupefacenti iniziata nel novembre 2025 nella provincia trevigiana e coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Treviso, la squadra Mobile di Mantova ha tratto in arresto un cittadino di origine albanese S.S. di anni 48 a seguito di un’attività di osservazione che vedeva il predetto, a bordo della propria autovettura, mentre riceveva da un suo connazionale alcune borse che riponeva all’interno del veicolo.

Insospettiti da tali movimenti, i poliziotti seguivano a distanza il veicolo, decidendo di procedere ad un controllo di polizia, una volta giunti nel comune di Roverbella. Il conducente del veicolo, si mostrava sin da subito molto agitato e insofferente al controllo degli operanti. Vista la situazione, veniva condotto presso questi uffici, ove l’albanese veniva sottoposto a perquisizione personale, estesa anche al veicolo. Sull’autovettura, in un doppio fondo abilmente nascosto sotto i sedili anteriori e azionabile solo con meccanismi elettromeccanici di difficile identificazione, venivano rinvenuti circa 20 kg di sostanza polverosa di colore bianco che reagiva positivamente al test della cocaina e più di mezzo chilo di hashish.

A seguito dei positivi riscontri, i poliziotti della Squadra Mobile di Mantova, unitamente a quelli della Questura di Treviso, giunti in città, proseguivano l’attività di polizia giudiziaria, recandosi a Porto Mantovano presso il domicilio di colui che aveva effettuato la cessione dello stupefacente, soggetto già attenzionato S.E, di anni 30. Nell’abitazione, dove risultavano di fatto residenti un uomo K.M. di anni 33 e la coniuge R.J. e i loro due figli minori, tutti di origini albanesi, venivano rivenuti altri 122 “panetti”, per un totale 150 kg di cocaina, denaro contante per l’ammontare complessivo di 56 mila euro, suddiviso in banconote di piccolo taglio e oggetti atti al confezionamento della sostanza stupefacente.

Per quanto accertato i tre uomini S.S., S.E. e K.M., incensurati e regolari sul territorio nazionale, venivano tratti in arresto per i reati di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti, con l’aggravante dall’ingente quantità, e su disposizione dell’A.G. condotti presso la locale casa circondariale.

Inoltre, oltre alla sostanza stupefacente, al denaro contante e al materiale utilizzato per il confezionamento rinvenuto nel corso delle attività di polizia giudiziaria, venivano sottoposte a sequestro penale tre autovetture, sulle quali è stata riscontrata la presenza di vani e doppifondi azionabili elettro-meccanicamente, e 5 cellulari trovati nella loro disponibilità.

L’abitazione dei soggetti arrestati è risultata essere la base logistica per lo smistamento dello stupefacente che sarebbe stato poi collocato sul mercato presumibilmente del nord Italia e che avrebbe consentito, in base all’attuale valore della sostanza, un guadagno che si aggira ad oltre 7 milioni di euro.

Si specifica che la penale responsabilità dei soggetti sarà accertata solo con provvedimento dell’Autorità Giudiziaria.