Home Cronaca 25 Aprile: la marcia dei 3mila di Anpi, Arci e Cgil

25 Aprile: la marcia dei 3mila di Anpi, Arci e Cgil

MANTOVA Dopo la cerimonia ai giardini di viale Piave davanti al monumento alla Resistenza di Renato Marino Mazzacurati, ieri in mattinata si è svolta anche la marcia antifascista organizzata da Anpi, Arci e Cgil con una estesa rete di 25 tra associazioni, partiti e movimenti vari.
Il punto di ritrovo è stato al rondò di Porta Pradella, davanti all’Esselunga. Al raduno si potevano notare tanti giovani e famiglie che hanno risposto all’appello.
Il serpentone era formato da più di 3.000 persone, molte le bandiere, gli striscioni e gli slogan che hanno animato e colorato la manifestazione.
In primo piano la scritta “Per un mondo senza tiranni e le loro guerre, per la giustizia, la pace, la democrazia” che ha aperto il lungo corteo. La sfilata ha percorso viale Piave, piazzale Gramsci, via Dugoni, via Chiassi ed ha raggiunto piazza Martiri di Belfiore in una vivace atmosfera tra canti, balli e slogan contro la guerra, per la pace, la libertà e la democrazia.
Ad accogliere i manifestanti è stato il segretario generale della Cgil Mantova Michele Orezzi che ha subito ricordato: “Non c’è libertà senza pace. Vogliamo un mondo senza tiranni”.
Ed ha aggiunto: “Il 25 aprile è ancora la festa popolare più sentita e partecipata anche in termini di piazza. Idealmente abbiamo cercato di fare un’unica manifestazione che quest’anno anziché partire da piazzale Gramsci si è allungata, partendo da viale Piave, e portando il corteo con tutte le sue voci, i suoi colori e la sua diversità che fa parte delle differenze che portarono prima a combattere il mostro nazifascista e poi alla scrittura della Costituzione a manifestare e passeggiare per la città”.
Orezzi ha poi affermato che la festa della Liberazione non è divisiva in quanto interpreta i valori della Costituzione che sono alla base della Repubblica.
Inoltre, ha detto che, in presenza dei pericoli di guerra, servono azioni continue quotidiane per costruire la pace.
La risposta più concreta contro la guerra è il disarmo. In chiusura la piazza ha ospitato gli altri interventi degli esponenti appartenenti alle organizzazioni che hanno partecipato al corteo.