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Mantova, il “triangolo del caos”: residenti di via Frattini in rivolta contro sosta selvaggia e degrado

MANTOVA – Non è la Fifth Avenue, ma il cuore storico di Mantova. Eppure, a guardare le immagini scattate dai residenti, via Frattini, via XX Settembre e via Matteotti sembrano zone franche. La denuncia arriva da un gruppo di cittadini stanchi di convivere con un traffico paralizzato, sosta selvaggia e una sicurezza urbana che definiscono fuori controllo.

Sosta selvaggia: la regola del disordine 

Il dossier fotografico presentato dagli abitanti documenta una situazione critica in ogni fascia oraria. Se all’uscita da scuola (Istituto Sacchi) la presenza della Polizia Locale garantisce un minimo di ordine, nel resto della giornata regna l’anarchia.

  • Bus bloccati: Gli autisti dei mezzi pubblici sono spesso costretti a fermarsi e attendere che i proprietari delle auto in doppia o tripla fila tornino a spostare i veicoli.
  • Velocità fuori controllo: Il limite dei 30 km/h viene descritto come “il più disatteso in assoluto”. Auto, moto e monopattini sfrecciano ignorando i cartelli, rendendo pericolosi i restringimenti della carreggiata.
  • Ciclisti contromano: Un altro fattore di rischio costante, per il quale i residenti propongono una soluzione concreta: una pista ciclabile che colleghi la zona al parcheggio dell’Anconetta.
Non solo traffico: l’allarme sicurezza
La protesta non riguarda solo la viabilità. Negli ultimi mesi il quartiere è stato teatro di episodi inquietanti:
  1. Risse violente tra stranieri.
  2. Aggressioni: un gruppo di ragazzini che “puntava” i passanti con spray al peperoncino.
  3. Inseguimenti: un’auto in fuga che ha carambolato contro i mezzi in sosta, danneggiandoli pesantemente.
Appello al futuro Sindaco
Nonostante le segnalazioni inviate già prima del 22 aprile, l’amministrazione comunale non avrebbe ancora fornito risposte concrete. Con le elezioni all’orizzonte, il messaggio dei residenti è chiaro e diretto a chiunque prenderà le redini della città: il centro storico non può essere abbandonato all’incuria. “Tanto valeva non metterlo, quel limite dei 30”, scrivono con amarezza, chiedendo che alle ordinanze seguano finalmente i fatti e i controlli.