MANTOVA Un mercato del lavoro dinamico, con gli avviamenti nettamente superiori alle cessazioni, ma ancora segnato da un ampio ricorso ai contratti temporanei e da poche trasformazioni a tempo indeterminato. È il quadro della provincia di Mantova emerso durante il Consiglio generale della Cisl Asse del Po, che ha riunito nei giorni scorsi i segretari delle federazioni e i delegati sindacali.
Ai lavori ha partecipato anche Innocenzo Mesagna, componente della Segreteria regionale della Cisl Lombardia.
La relazione del segretario generale Ivan Zaffanelli si è concentrata sulla situazione economica e sociale del territorio, analizzata attraverso i dati del portale Si.Sta.l. di Regione Lombardia.
Nel primo trimestre del 2026, in provincia di Mantova, sono stati registrati 18.720 avviamenti e 11.835 cessazioni, con un saldo positivo di 6.885 rapporti di lavoro. Le proroghe sono state 10.684, pari a circa il 57% degli avviamenti, mentre le trasformazioni a tempo indeterminato si sono fermate a 1.837, meno del 10% del totale. “Il saldo positivo conferma la vitalità del mercato del lavoro mantovano – spiega Zaffanelli –. Resta però il problema della qualità dell’occupazione: circa il 60% degli avviamenti riguarda rapporti temporanei e meno di un contratto su dieci viene trasformato a tempo indeterminato. Per la Cisl, occupazione di qualità significa innanzitutto lavoro stabile”. Segnali positivi arrivano dalla cassa integrazione. Sommando gli interventi ordinari e straordinari, le ore autorizzate sono diminuite del 22,6% rispetto al 2025: la cassa ordinaria è scesa del 22,5% e quella straordinaria del 23,2%.
All’interno della cassa straordinaria cresce, tuttavia, il ricorso ai contratti di solidarietà, le cui ore sono passate da 27.854 a 102.262, con un aumento del 267,1%.
“Il calo della cassa integrazione indica un miglioramento congiunturale – prosegue Zaffanelli –La crescita dei contratti di solidarietà indica da un lato processi di riorganizzazione aziendale ancora in corso, dall’altro la volontà delle imprese di salvaguardare l’occupazione. In ogni caso gli ammortizzatori non devono diventare un parcheggio, ma accompagnare vere transizioni produttive e percorsi concreti di ricollocamento lavorativo”.
Il Consiglio generale ha affrontato anche il tema della salute e della sicurezza. Nei primi cinque mesi del 2026, gli infortuni denunciati nel Mantovano sono aumentati da 2.036 a 2.149. Nel solo mese di maggio sono state presentate 423 denunce, comprese quelle relative agli incidenti mortali che hanno coinvolto alcuni lavoratori agricoli.
“Le tragedie avvenute nel settore agricolo, le ultime solo in ordine di tempo, ci impongono di mantenere molto alta l’attenzione – conclude Zaffanelli –. Un primo passo è stato compiuto con l’incontro con Ats e l’individuazione di misure concrete per proteggere i lavoratori dal caldo estremo. Non possiamo, però, limitarci a questo: le condizioni di lavoro in presenza di temperature elevate e i conseguenti rischi per la salute non riguardano soltanto l’agricoltura. Servono interventi preventivi, protocolli mirati e specifici per ogni settore produttivo, controlli e pause adeguate. Noi siamo pronti a fare la nostra parte e a dare il nostro contributo”.





























