Lei lo aveva lasciato e lui non riusciva a farsene una ragione, e così ha preso a perseguitarla con telefonate, messaggi, pedinamenti e infine scenate sfociate in vere e proprie aggressioni fisiche. Uno stillicidio andato avanti per circa sette mesi, fino a quando la vittima, una donna di 51 anni, esasperata dai comportamenti sempre più pressanti del suo ex chiamava i carabinieri per denunciarlo. Ieri l’intera vicenda è stata discussa davanti al giudice Giulia Cammareri che ha infuine emesso la sentenza di condanna a un anno e 4 mesi di reclusione nei confronti di un 52enne di origini campane che oltre all’accusa di stalking rispondeva anche del reato di lesioni. I fatti risalgono a un periodo che va dal maggio 2023 a fine dicembre dello stesso anno e sono avvenuti nel Basso Mantovano, dove entrambi abitano. A mettere fine alla relazione della coppia sarebbe stata la gelosia a dir poco ossessiva del 52enne, che non mancava di insultare e minacciare anche di morte la donna di fronte ad altre persone. Avrebbe anche minacciato il nuovo amico della stessa, e in più occasioni si sarebbe appostato sul balcone per controllarne i movimenti. Sempre secondo l’accusa, con il passare del tempo la mania di controllo del 52enne si sarebbe fatta sempre più ossessiva: avrebbe detto alla donna come doveva vestirsi e truccarsi, e avrebbe chiesto sempre con maggiore insistenza dei rapporti che questa aveva con chiunque metteva un semplice like ai suoi post sui social. L’uomo sarebbe arrivato al punto di fare trovare davanti alla porta di casa di lei uno stampato in cui veniva tracciata tutta la sua attività sul Web. Quando però si era reso conto che quella strategia non funzionava il 52enne aveva prima inviato messaggi alla ex dicendo che si sarebbe suicidato. Infine, visto che anche questo stratagemma non aveva sortito alcun effetto, aveva aggredito fisicamente la ex colpendola con calci e pugni perché aveva ricevuto dei messaggi da un altro uomo. Quando poi il 52enne avevfa tentato di affrontare quest’altro uomo, erano intervenuti i carabinieri e di lì a poco era scattata una misura di custodia cautelare. Ieri si è concluso il processo co0n la richiesta di condanna a un anno e 6 mesi ridotta di due mesi dal giudice.






























