MANTOVA Il caldo intenso e il weekend da bollino rosso accendono l’allarme nelle campagne mantovane, dove cresce l’incertezza per i secondi raccolti, ma anche per la crescita di prati stabili e medicai. Le temperature elevate stanno aumentando l’evaporazione e, anche se al momento le disponibilità idriche risultano ancora sufficienti, in assenza di nuove precipitazioni le riserve potrebbero ridursi rapidamente, mettendo in difficoltà diverse aree della provincia nell’arco di pochi giorni. A lanciare l’allarme è Coldiretti Mantova, che insieme ai Consorzi di bonifica sta monitorando costantemente i livelli dei corsi d’acqua e delle riserve disponibili. L’organizzazione torna a chiedere l’attuazione del Piano Invasi promosso da Anbi, con interventi destinati ad aumentare la capacità di accumulo dell’acqua, sostenere l’agricoltura, favorire la produzione di energia idroelettrica e migliorare la risposta alle emergenze estive, come gli incendi. Gli agricoltori segnalano già le prime difficoltà: molti hanno scelto di non procedere con le seconde semine a causa delle troppe incognite legate alla disponibilità di acqua, rinunciando a colture che avrebbero potuto contribuire a sostenere i redditi aziendali in una fase caratterizzata dall’aumento dei costi di produzione. Le conseguenze riguardano anche il settore zootecnico, che rischia di avere meno disponibilità di foraggi per le razioni alimentari degli animali. La situazione è particolarmente monitorata nelle aree servite dai fiumi Oglio e dai principali canali irrigui. I livelli, pur restando ancora sotto osservazione, vengono definiti bassi e in alcuni territori gli agricoltori descrivono una disponibilità d’acqua sempre più limitata. Secondo i Consorzi di bonifica, senza un cambiamento delle condizioni meteo e senza nuovi apporti dalle montagne, le riserve potrebbero coprire soltanto alcune settimane, un periodo insufficiente per accompagnare le colture fino alla fine del ciclo produttivo. A preoccupare sono soprattutto mais, prati ed erbai, che in questa fase necessitano di irrigazioni regolari. Gli agricoltori si trovano così davanti a scelte difficili, dovendo decidere se destinare l’acqua alle colture più strategiche o garantire lo sviluppo di quelle destinate all’alimentazione animale.





























