Home Cronaca Benvenuti in città, il bando porta più forestieri che mantovani

Benvenuti in città, il bando porta più forestieri che mantovani

MANTOVA Se il bando comunale “Benvenuti in città” aveva per scopo quello di rimpolpare l’anagrafe del capoluogo con nuovi arrivi, beh, l’operazione è riuscita perfettamente. Nel biennio hanno preso la residenza a Mantova 118 nuclei familiari “under 36”, e altri 14 “over 36”.
L’opportunità era offerta da nuove case messe a disposizione dal Comune, ma soprattutto da aiuti finanziari quantificati in 150 euro mensili per ogni assegnatario da potersi spendere anche in alloggi sul libero mercato.
La descrizione essenziale di tale bando è così riferita sul portale dell’ente: “Lo scopo è l’erogazione di un contributo mensile di 150 euro, come bonus affitto, a favore dei single e delle famiglie che trasferiscono la residenza a Mantova in un alloggio in affitto nel libero mercato o in un alloggio Sas (Servizio abitativo sociale). Le risorse complessive del progetto saranno di 200.000 euro, di cui 100.000 a favore della categoria Giovani under 36 e 100.000 a favore della categoria Nuovi residenti e viceversa”.
Una iniziativa da ripetersi, commenta il vicesindaco Giovanni Buvoli, che ha previsto anche nel bilancio previsionale 2025 di reiterare questo bando che aveva concorso a fare superare quota 50mila (50.004 per l’esattezza) alla popolazione residente nel capoluogo alla data del 31 dicembre scorso: dato più alto registrato negli ultimi 22 anni. Peraltro, occorre precisarlo, senza dare adito a sospetti che i fruitori del progetto siano in prevalenza cittadini di nazionalità straniera, come avviene per effetto delle graduatorie nell’àmbito dell’edilizia popolare.
Lo screening fornito dal settore casa e dall’economato di via Roma indica che solo una minima quota dei 132 nuovi residenti arriva da altre nazioni: 1 solo dalla Cina, 1 dalla Romania, 1 dal Gambia, 1 dal Marocco, un nucleo familiare di 3 persone dalla Tunisia, e altrettanto dal Brasile: 10 in tutto su 118 “under 36”. Quasi tutti italiani invece gli “over 36”, fatto salvo un nucleo familiare di 4 persone proveniente dai Paesi Bassi.
Nell’insieme, i 200mila euro messi a disposizione sono andati tutti a buon fine. Ma qualche perplessità permane se stiamo a leggere le tabelle di questi nuovi residenti, che nella sostanza non dimostrano fino in fondo l’attrattività del capoluogo, né vanno a sfatare la convinzione diffusa che la città stia soffrendo di irreversibile invecchiamento.
Nella sezione della tabella destinata ai comuni di provenienza si evince che 54 dei 114 neo-virgiliani “under 36” provengono da altri comuni e regioni italiani, i più disparati, così come altri 3 dei 14 “over 36”. Segno evidente che si tratti per lo più di persone (insegnanti, infermieri o medici, o comunque pubblici dipendenti) che hanno trovato a Mantova occupazione più o meno stanziale, più o meno a tempo indeterminato.
Altrettanto evidente è che solo 24 della categoria “giovani” si è stabilizzata in città con la famiglia (per lo più senza figli), mentre tutti gli altri risultano single. Altrettanto sia detto per i meno giovani, dei quali solo 5 su 14 formano un nucleo familiare. E infine, ultimo dato: pochissimi sono i neo-residenti provenienti da quei comuni dell’hinterland che nei decennî scorsi avevano prosciugato la demografia cittadina; tanti o troppi invece (ben 16) quelli che già erano residenti in città, e che hanno usufruito del bando solo per fare… un trasloco