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Cassa Integrazione, Mantova frena il calo nel 2025: ma l’industria brucia 5,5 milioni di ore

MANTOVA – La crisi produttiva che sta colpendo duramente la Lombardia non risparmia il territorio virgiliano, anche se i numeri locali mostrano una capacità di tenuta superiore rispetto ad altre province. È quanto emerge dal primo rapporto del 2026 sulla Cassa Integrazione Guadagni (Cig) elaborato da Uil Lombardia, che fotografa un 2025 definito senza mezzi termini come un “annus horribilis” per l’economia regionale.
Mentre a livello regionale si registra un’impennata della Cassa Integrazione Straordinaria (+23,3%), Mantova si muove in controtendenza nel bilancio complessivo. Tuttavia, i sindacati invitano a non abbassare la guardia: l’impatto sul settore manifatturiero resta pesantissimo.

I numeri del rapporto 2026: Mantova e la Lombardia a confronto
Il report della Uil evidenzia una netta spaccatura tra la frenata congiunturale della provincia di Mantova e il trend di forte sofferenza della scuderia produttiva lombarda.

Indicatore 2025 (Rapporto Uil 2026) Trend Mantova Trend Regione Lombardia
Ore totali di Cassa Integrazione -5% rispetto al 2024 Forte aumento trainato dalla manifattura
Lavoratori coinvolti -145 persone in meno Oltre 49.000 lavoratori totali in Cig
Cig Straordinaria (strutturale) Segnali di assestamento +23,3% (15.000 lavoratori a rischio massimo)
Ore assorbite dall’industria locale Oltre 5,5 milioni di ore Trainata da meccanica, chimica e tessile


Un calo che non significa ripresa: l’allarme del sindacato
La flessione del 5% delle ore autorizzate nel Mantovano non deve trarre in inganno. Il segretario confederale di Uil Lombardia, Salvatore Monteduro, avverte che il dato non equivale a una ripresa automatica del mercato del lavoro:
  • Cicli esauriti: Il calo può indicare semplicemente la fine dei periodi massimi consentiti per l’utilizzo degli ammortizzatori sociali.
  • Ristrutturazioni già avviate: Molte aziende potrebbero aver già concluso i tagli o i processi di riorganizzazione interni.
  • Spostamento delle crisi: Le difficoltà aziendali potrebbero essersi trasferite verso altri strumenti di tutela o aver generato licenziamenti diretti.
Il comparto industriale mantovano si conferma l’epicentro della vulnerabilità locale, avendo bruciato da solo più di 5,5 milioni di ore di lavoro nel corso del 2025.

Le richieste: “La Cassa Integrazione non sia un parcheggio”
A livello regionale, l’aumento della cassa straordinaria dimostra che non si tratta più di semplici oscillazioni momentanee del mercato. Siamo davanti a transizioni strutturali, crisi di interi settori (meccanica, chimica-plastica, abbigliamento, trasporti) e riorganizzazioni che minacciano migliaia di posti fisici.
“La Cassa Integrazione tutela il reddito immediato, ma non può diventare un parcheggio a lungo termine. Servono politiche industriali concrete, vera protezione occupazionale e una cabina di regia per governare le transizioni produttive” – dichiara Salvatore Monteduro.

Per Mantova, territorio storicamente legato alla manifattura, la sfida del 2026 sarà presidiare i tavoli di crisi attivi, sostenere il tessuto imprenditoriale e proteggere i redditi delle famiglie, le prime a pagare il prezzo delle trasformazioni industriali in atto.