MANTOVA – Centonovantaquattro controlli, ventiquattro sanzioni amministrative, imbarcazioni e armi sequestrate, oltre a una denuncia all’Autorità Giudiziaria. È questo il bilancio definitivo di “Operazione Po 2026”, la massiccia azione coordinata interforze e interregionale che sabato scorso ha passato al setaccio i corsi dei fiumi Po, Mincio e Adda.
Il maxi blitz ha unito sotto un unico fronte le province di Mantova, Cremona, Lodi, Piacenza, Parma e Reggio Emilia, schierando sul campo una forza di 61 operatori tra Forze dell’Ordine e Polizie Provinciali, supportati da 30 volontari provinciali e delle associazioni ambientaliste. [1, 2, 3]
Cacciatori, pescatori e barche nel mirino
L’attività di vigilanza ha riguardato diverse categorie di utenti dei fiumi e delle aree protette limitrofe. Nel dettaglio, le verifiche hanno interessato:
- 90 cacciatori impegnati in attività venatoria.
- 59 pescatori lungo le sponde dei tre fiumi.
- 20 soggetti monitorati per attività di polizia fluviale e ambientale.
- 19 veicoli in transito nelle aree golenali e protette.
- 6 imbarcazioni (una delle quali è stata sottoposta a sequestro amministrativo perché priva della copertura assicurativa obbligatoria). [1]
Il bilancio dei verbali: dalle auto nei parchi agli illeciti zootecnici
Le 24 sanzioni amministrative staccate dagli agenti coprono un ampio spettro di violazioni delle normative locali e nazionali, a dimostrazione della necessità di una vigilanza costante sui polmoni verdi del territorio:
- 6 violazioni in materia di pesca.
- 5 illeciti ambientali per l’accesso di veicoli non autorizzati all’interno delle aree parco.
- 4 violazioni al Codice della Navigazione.
- 3 infrazioni alle leggi venatorie.
- 1 violazione per la gestione irregolare di reflui zootecnici. [1]
Bracconaggio: un cacciatore denunciato e arma sequestrata
L’episodio più grave registrato durante l’operazione ha fatto scattare una denuncia penale. Un cacciatore è stato infatti segnalato all’Autorità Giudiziaria per esercizio venatorio con mezzo vietato. I guardiacaccia e i militari hanno proceduto all’immediato sequestro del fucile e di cinque capi di fauna selvatica abbattuti illegalmente. [1, 2]
“Operazioni come questa rappresentano un esempio concreto di collaborazione efficace tra Forze dell’Ordine, Polizie Provinciali e mondo del volontariato” – hanno commentato i responsabili delle Polizie provinciali coinvolte nel progetto.
Il successo di questa sinergia interregionale traccia la strada per i futuri interventi a tutela del fragile ecosistema del bacino del Po.



























