Home Cronaca Città della moda, commesse nei “forni”

Città della moda, commesse nei “forni”

MANTOVA I messaggi dei clienti sono di questo tenore: “Povere commesse, fin troppo brave”; oppure: “Non ho provato i costumi perché si muore dal caldo”; e ancora: “È inaccettabile non avere l’aria condizionata. Non compro niente”. Eccetera.
Decine e decine di lamentele che vanno ad aggiungersi a quelle delle commesse di uno store della Città della Moda decise a fare intervenire le autorità sanitarie. I climatizzatori non funzionano da mesi, e malgrado le rimostranze i titolari non hanno provveduto alla loro riparazione. Del tutto inefficaci pinguini e ventilatori a supplire agli impianti dell’aria condizionata.
Ne conseguono condizioni di lavoro usuranti che sfiorano i 40° anche in ragione dei numerosi faretti d’arredo nelle vetrine. Ed è proprio in ragione di condizioni definite “disumane” che scatta la richiesta di un intervento ispettivo in questo punto vendita di Bagnolo – che peraltro da altre fonti parrebbe non essere nemmeno l’unico a soffrire del disservizio al personale e alla clientela. «L’obiettivo è verificare lo stato dei luoghi e prescrivere all’azienda l’adozione immediata di misure correttive a tutela della salute e della sicurezza sui luoghi di lavoro – scrive il personale che si definisce “a rischio malore” –. A supporto della segnalazione sono state raccolte anche prove fotografiche relative alle temperature registrate dal termometro interno e alle pagine del registro lamentele della clientela. Garantire condizioni ambientali idonee non è un optional, ma un preciso obbligo di legge e di rispetto verso i lavoratori e i consumatori» conclude la nota scritta delle commesse.
L’esposizione prolungata a questo clima rovente, in conseguenza, «sta provocando quotidiani cali di pressione, spossatezza estrema e un concreto rischio di colpi di calore per i lavoratori». Una condizione che gli stessi dipendenti assicurano protrarsi ormai da maggio. Ma se l’azienda non risponde alle richieste, risponderanno gli enti di tutela sanitaria?
A parziale attenuante per la proprietà soccorre il dato oggettivo che proprio in questo periodo cruciale la richiesta di interventi ai tecnici specializzati, a detta delle associazioni di categoria, si sono fatte pressanti e numerose sino all’emergenza. Le ferie e la difficoltà di reperire le componentistiche di ricambio nelle ditte di riparazione fanno il resto. È un po’ ciò che avviene, su altro versante, nelle carrozzerie a seguito di eventi meteo particolarmente devastanti come grandinate violente che fanno strage di cristalli e coperture. La richiesta è molta, anzi troppa, e gli operatori non riescono a soddisfare la risposta. Sarà anche questo il caso? Intanto i malori da stress termico ci sono e così pure gli appelli.