Guerre, tensioni internazionali, dazi, crisi energetiche, innovazione tecnologica accelerata: benvenuti ‘nel nuovo disordine mondiale’. I punti di riferimento del passato non bastano più, è sempre più difficile capire il futuro che ci attende.
Oggi solo un terzo delle aziende si sente davvero pronto a gestire cambiamenti improvvisi e appena il 23% ritiene di poterli anticipare. Come orientarsi in un contesto così turbolento, evitando di rincorrere gli eventi quando la crisi è già arrivata?
A questa, e a tante altre domande, intende rispondere l’incontro “Futuri possibili. Benvenuti nel nuovo disordine mondiale”, organizzato da Confartigianato venerdì 17 aprile alle ore 10:00 al Teatro Bibiena.
Il punto di partenza è chiaro: serve leggere in anticipo le trasformazioni che stanno già modificando mercati, filiere, competenze e modelli produttivi. Qui entra in campo lo strategic foresight, una disciplina che aiuta a esplorare gli scenari futuri possibili e a prendere decisioni più lucide nel presente.
A guidare la riflessione sarà Valentina Boschetto Doorly, esperta di strategic foresight e partner associato per l’Italia del Copenhagen Institute for Futures Studies.
Una tensione geopolitica può tradursi in ritardi nelle forniture, rincari energetici o maggiori costi di produzione. Lo scioglimento dei ghiacci nell’Artico può aprire nuove rotte commerciali e cambiare gli equilibri logistici globali. Le imprese devono essere pronte a tutto.
“Vogliamo dare agli imprenditori la possibilità di portare a casa dall’incontro una chiave di lettura per comprendere il ‘nuovo disordine mondiale’, e strategie operative per affrontarlo con maggiore consapevolezza”, spiega Francesca Chizzolini, direttrice di Confartigianato Imprese Mantova.
“Il futuro non è mai neutrale – conclude Chizzolini – produce sempre vincitori e vinti, la differenza si gioca nella capacità di capire per tempo ciò che sta cambiando”.







































