MANTOVA L’impennata dei prezzi dei carburanti degli ultimi giorni è solo la punta di un iceberg che pesca ben più in profondità. Pur tenendo conto della riduzione delle accise di 20 centesimi al litro, dall’inizio dell’anno, il prezzo del diesel è comunque aumentato del 20,9%, pari a 34 centesimi in più al litro. E gli effetti maggiori di questi aumenti riguardano gli artigiani che lavorano nei comparti dell’autotrasporto. Se il confronto viene effettuato sempre con il 31 dicembre scorso, spiegano all’Ufficio Studi della Cgia di Mestre, oggi fare il pieno a un autocarro con massa inferiore alle 7,5 tonnellate costa circa 172 euro in più: un incremento che, su base annua, si traduce in un aggravio di circa 12.350 euro per ciascun mezzo. A pagare il conto, purtroppo, non saranno solo i piccoli autotrasportatori, ma anche taxisti, bus operator, autonoleggiatori con autista e gli agenti di commercio; un’altra categoria di partite Iva che trascorre gran parte della propria giornata lavorativa al volante. Per queste attività, infatti, il gasolio per autotrazione incide mediamente del 30% sui costi operativi. Inoltre, gli aumenti dei prezzi non hanno riguardato solo i carburanti tradizionali, ma anche le ricariche elettriche. Negli ultimi 20 giorni, il costo per ricaricare un mezzo full electric è passato da 70 a circa 100 euro, con un aumento del 43%. In una realtà come quella italiana, in cui circa l’80% delle merci viene trasportato su gomma, quelle imprese che rientrano nei comparti dell’autotrasporto, dei taxi e autonoleggio, bus operator più gli agenti di commercio sono quelli più a rischio a fronte degli aumenti dei prezzi dei carburanti dovuti sia alla dinamica dei prezzi energetici internazionali sia alla componente fiscale nazionale, che incide in misura significativa sul prezzo finale alla pompa. Mantova in questo ambito conta complessivamente 1995 imprese e soggetti con partita Iva (1370 agenti di commercio), pari al 6,24% del totale delle imprese presenti sul territorio. Di fatto se nei numero assoluti Mantova è al 51° posto tra le province italiane, per quel che riguarda la percentuale di incidenza sul territorio sale alla 40esima posizione. Al primo posto a livello provinciale spicca Bologna con l’8,70% di aziende e soggetti con attività full drive, seguita da Ancona con l’8,56% e Padova con l’8,29%. A chiudere questa stessa classifica è invece la provincia di Aosta con il 3,21% di incidenza sul poprio territorio.








































