C’è una guerra in Ucraina da due settimane, ci sono accise sui carburanti da oltre mezzo secolo e c’è una guerra dei prezzi che ora dà una tregua ma armata. Dopo una settimana di montagne russe (pura casualità con la guerra in Ucraina) per quel che riguarda i prezzi del carburante, questi si sono finalmente assestati durante l’ultimo fine settimana, ma non certo al ribasso. L’area di servizio cittadina con i prezzi meno alti nell’ultima settimana è rimasta la Costantin di via Legnago, dove però il diesel è passato da 1,759 euro al litro dello scorso 6 marzo a 2,149 di ieri (+0,39) e la benzina nello stesso lasso di tempo è salita da 1,879 a 2,129 euro al litro (+0,25). La differenza su un pieno da 60 litri è di 23,4 euro per il diesel e 15 euro per la benzina, calcolando che lo scorso 6 marzo un pieno di gasolio sulla stessa quantità costava 105,54 euro contro i 128,94 di ieri, mentre per la benzina si è passati da un pieno da 112,74 euro a 127,74 di ieri. E stiamo parlando dell’area di servizio con i prezzi più bassi (Tamoil di via Legnago ieri aveva lo stesso prezzo di Costantin sul diesel con la differenza che da Costantin il prezzo del self-service è lo stesso del servito, ndr). La media dei prezzi nei distributori di città lo scorso 6 marzo era di 1,857 euro al litro di diesel e 1,979 per un litro di benzina verde. Ieri il costo medio al litro per diesel e benzina era rispettivamente 2,190 e 2,195 euro. Cifre queste che stanno a significare che il prezzo medio di un pieno di gasolio su una quantità di 60 litri è cresciuto in una settimana di quasi 20 euro (19,98 per la precisione), mentre per la benzina la spesa media è stato di 12,96 euro in più. Il che non significa che l’aumento della benzina sia stato più contenuto, ma più semplicemente che il prezzo del gasolio è letteralmente schizzato alle stelle. In diverse aree di servizio tanto di città che di provincia, infatti, il costo del diesel ha superato quello della benzina, fatto di per sé eccezionale. Un trend che per ora non accenna alcuna inversione, nonostante le proteste dei gestori di distributori di carburante e dei consumatori. Nel fine settimana soprattutto si sono visti parecchi automobilisti prendere d’assalto le pompe con i prezzi meno alti riempendo oltre ai serbatoi delle proprie auto anche diverse taniche da tenere di scorta in vista di nuovi aumenti. Ieri queste scene non si sono ripetute, ma resta un pessimismo diffuso tra gli utenti dovuto anche al fatto che nei vari distributori i prezzi cambiano più volte nel corso della giornata e raramente al ribasso, motivo per il quale molti cercano di “cogliere l’attimo” ma anche il posto giusto, visto che i prezzi variano da un’area all’altra anche se della stessa marca.

MANTOVA C’è una guerra in Ucraina da due settimane, ci sono accise sui carburanti da oltre mezzo secolo e c’è una guerra dei prezzi che ora dà una tregua ma armata. Dopo una settimana di montagne russe (pura casualità con la guerra in Ucraina) per quel che riguarda i prezzi del carburante, questi si sono finalmente assestati durante l’ultimo fine settimana, ma non certo al ribasso. L’area di servizio cittadina con i prezzi meno alti nell’ultima settimana è rimasta la Costantin di via Legnago, dove però il diesel è passato da 1,759 euro al litro dello scorso 6 marzo a 2,149 di ieri (+0,39) e la benzina nello stesso lasso di tempo è salita da 1,879 a 2,129 euro al litro (+0,25). La differenza su un pieno da 60 litri è di 23,4 euro per il diesel e 15 euro per la benzina, calcolando che lo scorso 6 marzo un pieno di gasolio sulla stessa quantità costava 105,54 euro contro i 128,94 di ieri, mentre per la benzina si è passati da un pieno da 112,74 euro a 127,74 di ieri. E stiamo parlando dell’area di servizio con i prezzi più bassi (Tamoil di via Legnago ieri aveva lo stesso prezzo di Costantin sul diesel con la differenza che da Costantin il prezzo del self-service è lo stesso del servito, ndr). La media dei prezzi nei distributori di città lo scorso 6 marzo era di 1,857 euro al litro di diesel e 1,979 per un litro di benzina verde. Ieri il costo medio al litro per diesel e benzina era rispettivamente 2,190 e 2,195 euro. Cifre queste che stanno a significare che il prezzo medio di un pieno di gasolio su una quantità di 60 litri è cresciuto in una settimana di quasi 20 euro (19,98 per la precisione), mentre per la benzina la spesa media è stato di 12,96 euro in più. Il che non significa che l’aumento della benzina sia stato più contenuto, ma più semplicemente che il prezzo del gasolio è letteralmente schizzato alle stelle. In diverse aree di servizio tanto di città che di provincia, infatti, il costo del diesel ha superato quello della benzina, fatto di per sé eccezionale. Un trend che per ora non accenna alcuna inversione, nonostante le proteste dei gestori di distributori di carburante e dei consumatori. Nel fine settimana soprattutto si sono visti parecchi automobilisti prendere d’assalto le pompe con i prezzi meno alti riempendo oltre ai serbatoi delle proprie auto anche diverse taniche da tenere di scorta in vista di nuovi aumenti. Ieri queste scene non si sono ripetute, ma resta un pessimismo diffuso tra gli utenti dovuto anche al fatto che nei vari distributori i prezzi cambiano più volte nel corso della giornata e raramente al ribasso, motivo per il quale molti cercano di “cogliere l’attimo” ma anche il posto giusto, visto che i prezzi variano da un’area all’altra anche se della stessa marca.