Maratona Mantova-Verona, Palazzi ci crede ancora

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MANTOVA – Annunciata nel 2019, la sua prima edizione si sarebbe dovuta svolgere nel 2021. Ma quello presentato come un sogno ancora non si è realizzato. È la maratona professionista che avrebbe dovuto unire Mantova a Verona con partenza da Palazzo Te e arrivo in Arena, per un evento sportivo potenzialmente importante in ottica di sinergia tra due territori limitrofi, anche se divisi dal solco dei confini regionali. Poi, complice il Covid, e forse anche i rimpasti di giunta veronesi, il progetto cadde nel dimenticatoio. Ma tra chi crede ancora nella bontà del progetto, non solo sportivo ma anche culturale e turistico, è il sindaco del capoluogo virgiliano Mattia Palazzi che alcune sere fa, ospite di un incontro online del Partito Democratico scaligero ne ha parlato come di un tema aperto, esempio di collaborazione possibile tra due città «più legate di quanto pensiamo ». Stimolato dal responsabile degli enti locali del Pd veronese Fabio Segattini e dal segretario cittadino Luigi Ugoli, Palazzi ha parlato anche di possibili sinergie sulla qualità delle acque, «perché tutto quello che accade nel Garda poi ce lo ritroviamo qui», e sul turismo: «Noi siamo molto più piccoli, e Verona ha l’Arena, eppure dal turismo del Garda la vostra città riesce a tirare fuori meno di quello che potrebbe». Il problema principale, ha sottolineato Palazzi, sono i trasporti. Pur parlando da fiero socio dell’AutoBrennero, il primo cittadino ha sottolineato come sia «incredibile che non esista ancora un collegamento ferroviario rapido che in circa 25 minuti consenta di essere da Verona a Mantova e viceversa». Tale deficit, come notato dal consigliere regionale del Veneto Anna Maria Bigon, pesa gravemente anche sul rapporto tra le due università, essendo di ostacolo alla mobilità degli studenti. Ma come poi osservato dal segretario provinciale dei Dem veronesi Maurizio Facincani, la svolta potrebbe arrivare dalla realizzazione del collegamento ferroviario con l’aeroporto Catullo. Su tali opportunità Palazzi si è detto «fortemente interessato » tanto che «recentemente abbiamo approvato in consiglio comunale un documento che chiede proprio il collegamento diretto con il Catullo. Ma si tratta di capire in quale stato si trovi lo scalo dal punto di vista delle compagnie che lo utilizzano». Palazzi, assieme al senatore veronese Vincenzo D’Arienzo, ha poi invitato a ragionare in termini di macroarea, a partire dalla logistica «per la quale non esistono i confini amministrativi, e il Porto di Valdaro completa l’offerta presente nella macroarea in termini di multimodalità: acqua, ferro, gomma, aria». E lo stesso discorso vale per la lotta all’inquinamento. «Se ragioniamo in termini di comuni singoli – ha detto – ci sono elementi di opportunità che ci possono mettere insieme. Il tema su cui non abbiamo mai provato a lavorare è proprio sulle politiche di macroarea. Su alcuni temi ambientali come la qualità dell’aria è possibile fare una battaglia nazionale facendo lobby sul Governo nazionale e sull’Europa per ottenere incentivi su riscaldamento, mobilità elettrica, mobilità pubblica, infrastrutture». Infine, rispondendo a domande sulle politiche culturali del Comune di Mantova, che vedono nel Festivaletteratura un fiore all’occhiello, Palazzi ha esposto la sua filosofia che mira a tenere insieme opportunità per i turisti e per il territorio. «Il Festival che facciamo da 20 anni, è ogni volta occasione per la città di guardarsi allo specchio e rigenerare parti che non sono all’altezza».