Medici a gettone: l’Anticorruzione bacchetta Asst Mantova

MANTOVA  “Criticità ricorrenti, quali la generale inadeguatezza dei dati pubblicati sul sito istituzionale dell’ente, anche ai fini dell’assolvimento degli obblighi di trasparenza. Inoltre, è stato riscontrato che la quasi totalità degli affidamenti è avvenuta mediante appalti di importo inferiore alla soglia comunitaria, con procedure negoziate o più spesso affidamenti diretti, senza richiedere alcun requisito di ordine speciale e in violazione del divieto di artificioso frazionamento”. È quanto si legge sul rapporto dell’Autorità Nazionale Anticorruzione riguardo all’istruttoria dell’Anac stessa nei confronti di Asst Mantova per relativamente ai medici gettonisti. L’attività ispettiva presso l’Asst di Mantova è stata condotta congiuntamente ai Comandi dell’Arma dei Carabinieri per la Tutela della Salute e per la Tutela del Lavoro. Nei mesi scorsi l’Anac è tornata sul tema della esternalizzazione dei servizi professionali sanitari nel quadro di una più ampia attività d’indagine relativa al fenomeno dell’impiego di medici gettonisti nelle Asl e Ats , che si era ormai diffuso negli ultimi anni. Il governo ne aveva preso atto fornendo una copertura normativa solo temporanea a questa prassi. In base alla delibera 288, approvata dal Consiglio dell’Autorità lo scorso 23 luglio, l’Asst Mantova non potrà più reclutare personale in questo modo, come del resto la stessa azienda aveva evidenziato già alla fine del 2024. Con riferimento ai contratti sottoscritti nel periodo compreso tra il 2019 e il 2023, l’Autorità ha, poi, rilevato alcune criticità ricorrenti, quali la generale inadeguatezza dei dati pubblicati sul sito istituzionale dell’ente, e l’importo inferiore alla soglia comunitaria nell’affidamento degli appalti, con procedure negoziate o più spesso affidamenti diretti, senza richiedere alcun requisito di ordine speciale e in violazione del divieto di artificioso frazionamento. “Proprio in ragione della conclamata difficoltà di provvedere ad assunzione stabile di personale – stante il sistematico infruttuoso esperimento delle procedure concorsuali, di mobilità o del ricorso a convenzioni – la stazione appaltante avrebbe, invece, dovuto provvedere mediante indizione di gare aperte con importo superiore alla soglia europea, come avvenuto solo in alcune circostanze. Infine, sempre in termini generali – scrive ancora, l’Autorità, la stessa – ha chiesto di riservare maggiore attenzione ai controlli espletati nel corso nella fase esecutiva, oltre che a quelli sui requisiti dell’aggiudicatario, non sempre effettuati prima della stipula del contratto o dell’avvio dell’esecuzione anticipata”.