MANTOVA – Con una percentuale in negativo del 19,9% Mantova è la terza provincia a livello nazionale per chiusure di negozi nel decennio 2015-2024. Questa la stima che emerge dal focus di Nomisma nell’ambito del primo Osservatorio dedicato all’economia di prossimità, realizzato in collaborazione con Percorsi di Secondo Welfare. Con oltre 86mila negozi di vicinato scomparsi negli ultimi 10 anni e il saldo negativo supera addirittura le 106mila unità rispetto al picco del 2018, affiora non solo un dato preoccupante, ma il segnale evidente di città che si svuotano e di comunità che rischiano di perdere i propri tradizionali punti di riferimento. Per quanto riguarda il saldo relativo alle unità locali, la media a livello nazionale vede un calo del -6,7% negli ultimi 10 anni. È il Mezzogiorno a mostrare una migliore tenuta, facendo registrare una crescita a Trapani (+7,8%), Crotone (+7,0%, Napoli (+4,6%). Al contrario la contrazione più accentuata si manifesta nelle province di Ancona (-21,3%), Pesaro-Urbino (-20,0%), Mantova (-19,9%), Macerata (-19,4%), Rovigo (-19,0%) e Belluno (-18,5%). Una graduatoria, questa, dalla quale emerge che Mantova è di fatto la città con la peggiore percentuale tra quelle del Nord. A livello settoriale, il commercio di prossimità è il più colpito mentre, al contrario, la ristorazione si espande confermandosi il comparto più dinamico. La flessione riguarda in particolare i settori cultura e svago (-28,0% di esercizi, -19,5% gli addetti) e tessile-abbigliamento (rispettivamente -21,4%, -6,1%). In una lettura in chiave economica le trasformazioni del commercio locale evidenziano forti squilibri. Nel periodo 2015-2024, per le imprese “sopravvissute” i ricavi sono aumentati in media del +37,6% a livello nazionale, , ma mentre le grandi imprese sono in espansione, le piccole realtà affrontano una pressione crescente sulla sostenibilità economica, con un conseguente ampliamento del divario competitivo. Un peso crescente di questa crisi risiede nei costi immobiliari: a fronte di una riduzione media dei valori di compravendita dei negozi pari a -9% a livello nazionale, mentre i canoni di affitto registrano un aumento del 12,9%, che viene visto dagli analisti come una delle principali cause della chiusura di molti negozi di vicinato.







































