MANTOVA Il conflitto in Medio Oriente ha causato un brusco stop alla domanda di prestiti in Lombardia dal 28 febbraio, invertendo il trend positivo del primo trimestre 2026 a causa dei timori inflazionistici. Mantova ha registrato il calo peggiore della regione, con una contrazione del -10,7% a marzo e un -2% trimestrale. La domanda di prestiti finalizzati agli acquisti si è fermata quasi all’improvviso, dopo un anno di crescita favorita dalla politica monetaria della Banca centrale europea che aveva ridotto i tassi di interesse sulle rate da restituire a banche e finanziarie. La chiusura dello stretto di Hormuz, l’incremento delle spese per gasolio e benzina, i timori di una nuova inflazione e di aumenti generalizzati ha invertito il trend in Lombardia. Il Barometro Crif sulla domanda di prestiti tradizionali e Bnpl (pagamenti posticipati rispetto all’acquisto) avanzata dalle famiglie ha evidenziato un’inversione della curva che da ottobre aveva imboccato la salita. Il bilancio del primo trimestre dell’anno rispetto all’avvio del 2025 resta positivo (+5,3%), ma il mese di marzo è stato caratterizzato da una battuta d’arresto significativa in tutte le province, e in particolare in quella di Mantova, che ha registrato il crollo peggiore in Lombardia, con un -10,7% tra marzo 2026 e marzo 2025 a fronte di un -2% (unico dato negativo in Lombardia) su scala trimestrale. Anche altre province sono tornate in terreno negativo, come Brescia, ad esempio, che ha perso il 2,4% rispetto a marzo 2025 a fronte di un trimestre che complessivamente si chiude con un incremento del 4,1%. Simile l’andamento di Como: -3,5% il confronto su marzo, +1,2% osservando il trimestre. L’inversione è stata ancora più violenta a Lodi che vede il +4,7% di gennaio-marzo 2026 confrontarsi con il -3,4% del solo mese di marzo. Così come Pavia, che passa da una saldo positivo del +1,6% a una caduta del -4,3%. La guerra non ha fatto sconti neppure in Valtellina: la domanda cresciuta del 5% nel primo trimestre dell’anno paga un risultato negativo del -5,4% analizzando l’andamento di marzo. La frenata ha interessato anche le province che mantengono ancora un trend positivo: Bergamo scende dal +8,8% del trimestre al +4,4% di marzo, Cremona dal +8,7% al +2,2%, Lecco dal 10% al 3,7%, Monza dal +6,3% al 3,6%. Milano dal +5,5% a+ +0,1%, Varese dal +7,2% al +2,8%.




























