Reddito di cittadinanza per 3mila ma non per tutti

Zolezzi (M5S): "accolto il 50% delle domande". Ma ci sono molte perplessità su quelle respinte

MANTOVA Sono 6.170 le domande di reddito di cittadinanza presentate alla data del 15 luglio, delle quali 3.020 sono già state accolte in provincia di Mantova.
I dati dell’Inps certificano, a detta del movimento pentastellato virgiliano “l’enorme successo” del provvedimento che risponde a un’esigenza «purtroppo altamente presente nel nostro territorio: la povertà e la disoccupazione esistono anche a Mantova e le stiamo contrastando», commenta il deputato  Alberto Zolezzi. A detta del quale ben 7.500 persone stanno già ricevendo un aiuto nel mantovano: a tanto ammontano infatti i componenti dei nuclei familiari aiutati» afferma Zolezzi.
Per quanto riguarda la percentuale di accoglimento, si segnala che le 560 domande presentate nel mese di giugno e le 191 di luglio non sono ancora state processate. Si prevede un incremento di domande nei prossimi mesi vista la possibilità di rivedere l’Isee sulla base di modifiche recenti reddittuali o lavorative introdotte dal decreto “crescita”.
Il decreto del ministro del lavoro e del ministro delle finanze del 16 maggio 2019 reca le esclusioni per l’utilizzo del reddito di cittadinanza: giochi che prevedono vincite in denaro, acquisto e noleggio di imbarcazioni, armi, materiale pornografico, servizi finanziari, assicurativi, gioielleria, pellicceria. «Le esclusioni – specifica il deputato pentastellato – evitano abusi e limitano derive sociali, su cui è benvenuta la supervisione e l’aiuto dei servizi sociali comunali».
Per quanto riguarda i progetti per la collettività (di cui all’articolo 4, comma 15, del decreto legislativo 4/2019), le forme e le caratteristiche nonché le modalità di attuazione sono definite con decreto del ministro del lavoro previa intesa in conferenza unificata, da adottare entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della legge di conversione, e cioè entro il 29 settembre 2019. «Il lavoro di attuazione è intenso e contiamo di anticipare i tempi, lo stesso vale per gli sgravi alle aziende che assumono i percettori di reddito. In breve tempo si passerà da reddito a lavoro di cittadinanza», conclude Zolezzi.
A fronte dei numeri delle erogazioni, permangono perè molte lamentele a vario livello e con vari mezzi di diffusione. Anche nella nostra redazione alcuni soggetti si sono lamentati proprio in questi giorni, fra cui il nipote cassintegrato di una donna ultracentenaria di San Benedetto Po, oggi ricoverata in struttura, alla quale il reddito è stato negato, pur essendo l’anziana senza altro reddito che la pensione sociale cumulata alla reversibilità del marito ammontante a poche centinaia di euro. Altrettanto un 63 enne di città, disoccupato dal 2007, ospitato dalla madre e senza alcun reddito: all’Inps gli avrebbero detto che essendo la madre proprietaria dell’appartamento, lui esce dai parametri.

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