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Sanità in crisi per i medici di base e i Pronto soccorso: le “cure” nel convegno all’UniverMantova

MANTOVA – La sanità della Lombardia e il cittadino: come migliorare l’accesso e la qualità delle prestazioni sanitarie, è stato il tema del convegno tenuto all’Università che ha visto a confronto esperti di sanità e politici locali.
Sono state affrontate tre criticità percepite dai cittadini. Intanto la carenza dei medici di famiglia su cui ha relazionato Doriana Bertazzo segretaria provinciale della Fimmg, che ha preso in esame le cause del disservizio imputabile a una mancata programmazione del turnover per l’elevato numero di pensionamenti. I medici di famiglia sono mal pagati e sottoposti a gravosi carichi di lavoro avendo quasi tutti raggiunto il massimale di 1800 assistiti.
Mario Melazzini per ragioni tecniche non ha potuto annunciare l’attivazione del Cup Unico Regionale al quale devono convergere tutte le agende di prenotazioni, mentre il consigliere regionale Pd Marco Carra ha fatto notare che il progetto è stato annunciato già tre anni fa con continui rinvii.
Il sovraffollamento dei Pronto soccorso è stato analizzato da Nicola Taurozzi primario emerito dell’Asst e promotore dell’evento. Il 63% a livello regionale e il 54% a livello mantovano sono accessi inappropriati (urgenze minori) che possono alleggerire l’operatività dei Ps trasferendo tali prestazioni in strutture della medicina territoriale chiamate Caum, centri di assistenza urgenze minori. Proposta appoggiata dal consigliere regionale Paola Bulbarelli anche in commissione regionale.