MANTOVA – Non solo comicità, ma anche spunti di riflessione per ciò che ci succede attorno. Con questa frase si può riassumere “Condominio mon amour”, la commedia scritta ed interpretata da Giacomo Poretti assieme alla moglie Daniela Cristofori, andata in scena sabato sera al Teatro Sociale, spettacolo promosso da Mister Wolf. La trama ruota attorno agli avvenimenti di un condominio in cui Angelo (interpretato da Giacomo), dopo più di 30 anni di onorata carriera da custode del condominio, si vede costretto ad affrontare il proprio licenziamento per ordine della signora Caterina Dolorosi (interpretata da Daniela), manager dell’azienda “Easy house” che gestisce vari condomini in giro per il mondo (tra cui quello in cui è ambientata la vicenda). Motivo del licenziamento: il suo ruolo verrà sostituito da un’app che controllerà tutti gli aspetti dell’edificio, dalle emergenze ai beni di prima necessità, facendo così risparmiare tempo e denaro all’azienda. Da qui la commedia inizia a concentrarsi non solo su questo aspetto ma anche sul profilo psicologico dei due protagonisti: da una parte Angelo, custode di condomini da generazioni (come spiegherà sul finale) e affezionato ai suoi inquilini che, con l’aiuto di quest’ultimi, cercherà in mille modi di aggirare il licenziamento e poter mantenere il suo ruolo; dall’altra Caterina, manager apparentemente fredda, cinica e improntata alla modernità (aspetto evidenziato dai molti inglesismi usati dal personaggio) che, parallelamente al suo lavoro, deve far fronte anche al gestire un figlio non particolarmente diligente e che rifiuta ogni approccio al lavoro, creando in lei vari conflitti interiori. Come detto ad inizio articolo non è stato solo uno spettacolo comico: seppur lo stile sia rimasto quello delle commedie di “Aldo Giovanni e Giacomo”, dove l’ironia nelle situazioni di vita di tutti i giorni fa da padrona, l’aspetto principale è proprio la differenza tra tecnologia e tradizionalità, tra efficienza e praticità contro la sensibilità e l’umanità che un’app non potrà mai avere rispetto ad una persona, lasciando allo spettatore questa riflessione su ciò che stiamo vivendo tutt’ora al riguardo. Va detto che tutto ciò non vuole essere uno slogan contro il progresso, bensì un mettere sulla bilancia i pro e i contro di entrambi i punti di vista. “Condominio mon amour” non ha solo divertito il pubblico presente, ma nella sua semplicità è stato capace di concedere anche qualche spunto di riflessione.






































