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Approfondire, esaminare, sperimentare: l’importanza del controllo delle fonti per il divulgatore Devis Bellucci

MANTOVA – È sempre più complicato rintracciare la fonte dei dati e delle statistiche a cui è sempre più facile avere accesso. Questo eccesso di informazioni porta sovente a limitarsi a leggere l’approfondimento ma troppo spesso mancano sia il tempo sia le competenze per andare a ricercare lo studio, la ricerca o l’esperimento da cui determinate conclusioni sono state tratte. Il divulgatore e giornalista Devis Bellucci (in foto) si è focalizzato proprio su questi aspetti nel corso del panel tenuto in occasione del Food&Science Festival – evento promosso da Confagricoltura Mantova, ideato da Frame – Divagazioni Scientifiche e organizzato da Mantova Agricola – nella splendida cornice dell’Atrio degli Arceri a Palazzo Ducale.
Gran parte degli studi, specie in ambito cosmetico, vengono svolti su un numero di persone piuttosto esiguo e ciò può fuorviare il fruitore di quello stesso prodotto. Più il campione è grande ed eterogeneo e maggiore sarà l’accuratezza del dato finale. Essere mal indirizzati è a volte causato dal modo in cui viene analizzato un fenomeno. Per una valutazione, si fa ricorso talvolta a questionari di autovalutazione che tendono per lo più a sottolineare i pro della parte in causa e a non tenere in conto delle differenze tra la popolazione. Si può parlare, inoltre, di diverse tipologie di bias (distorsione sistematica): di campionamento, di non risposta e di sopravvivenza, solo per citarne alcune. È interessante in tal senso la figura di figura di Florence Nightingale, la quale si era accorta che nel corso della guerra di Crimea, la maggior parte dei militari moriva a causa delle precarie condizioni igieniche degli ospedali piuttosto che per mano dell’artiglieria. Tornando all’attualità, è necessario continuare a mettere in discussione le nostre convinzioni, invertendo anche la propensione della nostra mente che tende a voler far prevalere il proprio punto di vista. Alle nuove generazioni è pertanto bene consigliare un uso consapevole dell’IA, di modo che non si trovino davanti ad una mole spropositata di informazioni che poi non sono in grado di gestire.