Home Cronaca Lavoro, a Mantova il 34,6% dei colloqui viene disertato

Lavoro, a Mantova il 34,6% dei colloqui viene disertato

MANTOVA – Sono i paradossi del nostro mercato del lavoro. Da un lato, le crisi industriali di grandi aziende rischiano di provocare migliaia e migliaia di esuberi. Dall’altro, molte imprese, soprattutto di piccole dimensioni, continuano a fare i conti con una crescente difficoltà nel reperire personale qualificato. Un fenomeno sempre più evidente: nel 2025, ad esempio, quasi un colloquio di lavoro su tre è saltato perché nessun candidato si è presentato alla selezione. In un’Italia ancora una volta divisa in due, dove il Nord ha le percentuali più alte di colloqui di lavoro disertati e il Sud quelle più basse, la provincia di Mantova si colloca al 19° posto con un percentuale di mancanza di candidati del 34,6%; percentuale calcolata raffrontando 36.380 entrate previste di personale nelle imprese mantovane e 12.578 candidati mancanti. Vale a dire che nella nostra provincia più di un terzo dei colloqui di lavoro viene disertato da chi ha inviato curriculum per cercare lavoro. Una percentuale, quella che emerge su Mantova dal report sull’esito dei colloqui sul lavoro elaborato dall’Ufficio Studi della Cgia Mestre, che è nettamente superiore a quella regionale (Lombardia è 12ª su 20 regioni con il 30,7% di difficoltà nel reperimento di candidati, ndr), e che in questa graduatoria guidata da Trento, Aosta e Udine, vede Mantova seconda tra le province lombarde dopo Como (17ª posizione con il 35,1%). La difficoltà di reperire personale per mancanza di candidati è un fenomeno esploso negli ultimi anni. Nel 2017 le assunzioni andate a vuoto per assenza di candidati erano state poco meno di 400.000, pari al 9,7%. Nel 2025, invece i casi sono stati oltre 1.750.000 raggiungendo il 30,2%. Le ragioni sono molteplici: innanzitutto, molti giovani non cercano più soltanto uno stipendio, ma anche equilibrio tra vita privata e lavoro, flessibilità, possibilità di crescita. C’è poi un problema demografico: i giovani sono numericamente meno rispetto al passato, mentre tante imprese cercano figure specializzate che il sistema scolastico non riesce più a formare in quantità sufficiente.