L’ultima giornata di Segni

MANTOVA La XIV edizione si avvia verso la conclusione, ma il cavallo, animale simbolo del Festival, prima di salutare il suo pubblico ha ancora da regalare un’intera giornata di eventi, fra spettacoli teatrali e attività in giro per sale teatrali e luoghi d’arte della città. Nelle sale della dimora Gonzaghesca ultimi due appuntamenti con Un palio in onore di Giulio Romano percorso creato appositamente per SEGNI dai Servizi Didattici del Museo e che ha registrato il tutto esaurito su tutte le giornate. Un evento che permette agli spettatori di addentrarsi nella dimora gonzaghesca sulle tracce di cavalli e cavalieri per scoprire che quelle immagine create da Giulio Romano provengono da suggestioni antiche, quelle dei sarcofagi romani, di fregi importanti che lo ispirarono per dipingere gli affreschi della Sala di Troia. Proprio lì si nasconde l’immagine dell’animale simbolo del Festival che ha caratterizzato il visual di quest’anno. Dai cavalli dipinti al racconto di quelli veri che i Signori di Mantova tanto amavano, corsieri che facevano partecipare anche ai palii. E di palio in palio i drappi andarono a comporre perfino le tappezzerie delle sale. Dalla scoperta di tante curiosità sull’arte e la storia dei Gonzaga e di Giulio Romano, si passa all’azione con un gioco a squadre, simile al gioco dell’oca, per inscenare un vero e proprio palio, con tanto di segnalini che corrispondono a contrade e che rimandano alle imprese gonzaghesche.

Per le famiglie con bambini tra i 3 e i 5 anni è ancora possibile trovare posto a C’era 2 volte 1 cuore presso Sala Oberdan (ore 10:00 e 15:30), spettacolo delicato e poetico che in un susseguirsi di evocazioni riporta alla magia della vita e alla bellezza che ci circonda, nascosta in ogni piccola cosa. Un drammaturgia visiva ispirata alle illustrazioni di Peynet che vede i due protagonisti – due bimbi che aspettano di nascere – immaginare il mondo, crearlo sotto gli occhi degli spettatori: la fioritura improvvisa di un albero di pesco; la luna, grande come una barca, dalla quale lasciarsi trasportare; una valigia da cui gemmano rose e farfalle…

I bambini dai 7 anni in su possono vedere sia Non ho l’età di Riserva Canini (ore 10:00 e ore 15:00, presso Sala delle Capriate) che Patchwork coproduzione di Theatre du Gros Mécano/Segni d’infanzia/Accademia Perduta (ore 11:30 e 17:00, Spazio Gradaro). Nel primo si può seguire l’evoluzione di una piccola creatura, tra il tempo della scoperta e quello della crescita; il secondo invece è un affascinante viaggio a ritroso fra rami di alberi genealogici, pezzetti di stoffe colorate – uno per ogni persona incontrata sulla propria strada – e oggetti raccolti in giro per il mondo. L’ultima giornata è all’insegna dell’importanza delle storie che si possono ascoltare anche in musica a Luigi Racconta… – ultima replica con posti disponibili, Teatro Bibiena, ore 10:45 – e usarle per risvegliare memorie in un paese che le ha dimenticate in A ritrovar le storie del Teatro dell’Orsa (posti disponibili al Teatro Ariston, ore 15:00 e 17:00).       

Gli spettacoli gratuiti dell’evento Piazze in Festa sono confermate anche in caso di maltempo con cambio di location in Loggia del Grano, ma si consiglia di consultare il sito e la pagina facebook di Segni d’infanzia per aggiornamenti in tempo reale e di recarsi al punto informativo, nonché biglietteria centrale del Festival, in Piazza Broletto, 5, presso Palazzo dei Bambini. Da non perdere la visita al Palazzo dove esplorare le mille interpretazioni che bambini, scuole e famiglie hanno dato dell’animale simbolo, il cavallo: opere grafiche che hanno dato al segno antico di Giulio Romano una veste contemporanea, come quella della scuola dell’infanzia Nasinsù di Casaloldo e quella della primaria di San Silvestro in stile pop art, e poi come sempre tante opere tridimensionali e polimateriche. Ci sono cavalli realizzati con tappi di bottiglia o scatole di cartone, cavalli a dondolo con i simboli dell’infanzia e del percorso di crescita, giostre create con ombrelli e sagome di cartone, e vere e proprie scenografie con storie che hanno come protagonisti il cavallo e altri animali legati al alla storia mantovana, come il coccodrillo delle Grazie.   

Da non dimenticare di mettere un like alla propria opera preferita sull’album di foto pubblicate nella pagina facebook di Segni d’infanzia: le prime dieci opere con il maggior numero di preferenze, alla fine dell’ultima giornata di Festival, passerà la prima selezione e potrà essere tra i finalisti che si aggiudicheranno l’ingresso gratuito a un evento di SEGNI 2020, grazie a Cirfood che sostiene il Concorso.