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Triplo Beethoven per violoncello e pianoforte con il duo Provenzani-Barbini alla Madonna della Vittoria

Mantova. Con il primo appuntamento del ciclo “Aspettando Beethoven…”, apertura del percorso verso la ricorrenza, nel 2027, del duecentesimo anniversario della morte del genio di Bonn, MantovaMusica DiciottoeTrenta ha focalizzato l’attenzione sulla sua produzione per violoncello e pianoforte. Alla interazione tra i due strumenti Ludwig van Beethoven (1770-1827) si dedicò, nell’intero arco compositivo, con cinque sonate e tre pagine di variazioni ed è dell’esito di tale particolare connubio sonoro che il concerto di venerdì alla Madonna della Vittoria ha offerto una significativa selezione Brillanti protagonisti di questa avvincente immersione nel fascino della straordinaria gamma espressiva della musica di Beethoven sono stati il violoncellista Luca Provenzani e Fabiana Barbini al pianoforte, duo di solidissima preparazione e competenza che ha affrontato con autorevole proprietà tecnica l’impegnativa prova. A caratterizzare il concerto è stata l’idea di mettere in evidenza le tre anime della produzione artistica di Beethoven, come ha opportunamente suggerito Marco Pedrazzi introducendo il programma, a partire dalla Sonata II op.5 n.2 in sol min. del 1796 in cui si riscontrano i tratti emotivi della giovinezza beethoveniana e l’adesione stilistica al classicismo viennese. Qui inizia l’emancipazione del violoncello dal ruolo di puro accompagnamento verso quello di dialogo paritetico con il pianoforte, anche nella dimensione virtuosistica. Un passo avanti certamente più consistente, in questa direzione, si è manifestato con l’esecuzione della Sonata V, op.102 n.2 in re magg. del 1815, in cui si rivela compitamente il carattere ardente, aspro e proiettato al futuro della maturità di Beethoven. Tra le due Sonate, Luca Provenzani e Fabiana Barbini hanno posto il carattere di gioviale intrattenimento delle Sette Variazioni in si bem. magg. Wo O 46, un piacevolissimo lavoro del 1801 che, partendo dall’aggraziata estetica di un tema tratto dal Flauto Magico di Mozart, compie un’originale definizione del rapporto timbrico e comunicativo di taglio romantico tra il violoncello e il pianoforte. La meritatissima approvazione del pubblico ha sancito il successo del duo Provenzani-Barbini, suggellato dal fuori programma, il valzer Ciquilin de bachin di Astor Piazzolla, altrettanto apprezzato.   (gmp)