Dl Rilancio, le imprese degli infissi chiedono di estendere l’ecobonus

ROMA (ITALPRESS) – “L’emergenza determinata dalla pandemia Covid-19 e dal conseguente lockdown produttivo determinera’ nel 2020, una fortissima riduzione dei fatturati delle aziende, che non potra’ essere recuperata neppure in parte nel secondo semestre dell’anno se non entreranno in vigore immediatamente misure straordinarie in grado di indurre una ripresa della domanda soprattutto da parte da del consumatore finale, che nei prossimi mesi avra’ grandi difficolta’ economiche e una scarsissima propensione agli acquisti”. Lo scrivono in una lettera aperta al premier Giuseppe Conte numerose associazioni di categoria che rappresentano PMI impegnate nella produzione di serramenti, vetrazioni e schermature solari, tra cui Federlegno Arredo, Anfit, Assovetro e Confartigianato Legno e Arredo.
“L’aumento delle aliquote delle detrazioni per l’Ecobonus esclusivamente rivolto a non meglio definiti interventi complessivi di riqualificazione energetica degli edifici e’ una misura che va nella direzione opposta a quella necessaria”, proseguono.
“Dall’incremento sono esclusi, infatti, tutti i singoli interventi comprese le sostituzioni di serramenti e schermature solari, cio’ significa nei fatti condannare migliaia di Pmi all’inattivita’ per mesi. Mesi indispensabili per la sopravvivenza del tessuto industriale del settore – si legge ancora nella missiva -. Chiediamo pertanto al Governo che nel Dl Rilancio il cosiddetto Ecobonus con aliquota rafforzata del 110% sia esteso anche a tutte le tipologie di intervento previste sino ad oggi nel regime delle detrazioni fiscali per la riqualificazione energetica degli edifici o – in alternativa – misure che premino comunque significativamente e nel breve periodo tutti gli interventi, a partire dai piu’ agili e immediati e comprendendo, ovviamente, anche gli interventi complessivi. Solo il comparto dei serramenti e delle schermature (non l’unico penalizzato da questo provvedimento scriteriato) significa un tessuto di oltre 16.000 imprese con oltre 200.000 addetti diretti che nel 2019 hanno sviluppato un fatturato di piu’ di 5 miliardi di euro e contribuito negli anni in modo determinante ad un percorso di risanamento energetico del Paese possibile e praticabile, fatto di migliaia di piccoli interventi di grande qualita'”, concludono le associazione di categoria.
(ITALPRESS).