Viadana Nel Rugby Viadana ci sono giocatori che, stagione dopo stagione, sono diventati punti di riferimento del club. Tra questi c’è sicuramente Alessandro Ciofani, trequarti ala sinistra aquilano classe 1999, protagonista di tante mete spettacolari e di un percorso di crescita costante all’ombra dello Zaffanella. Il club non ha ancora ufficializzato la sua permanenza, ma il contratto biennale firmato la scorsa estate lo lega ai gialloneri anche per la prossima stagione.
Il raduno è ormai alle porte. Come state vivendo queste ultime settimane di pausa?
«Ci ritroveremo il 27 luglio e solo allora scopriremo qualcosa in più sulla squadra. Dopo una stagione così lunga ognuno gestisce la pausa a modo suo. Non è detto che ci si ritrovi tutti insieme, può capitare ma non è una regola. La cosa importante è prepararsi bene per arrivare al raduno nelle condizioni migliori e affrontare senza problemi il lavoro estivo».
Nel frattempo sono partiti diversi giocatori importanti. Avete mai avuto la sensazione che le ambizioni del club potessero ridimensionarsi?
«Macché. Anzi, ci ritroveremo con una grandissima voglia di rivalsa, perché noi siamo il Viadana».
Rivalsa è una parola che riporta inevitabilmente alla semifinale persa contro il Valorugby. È ancora una ferita aperta?
«Non voglio tornare sul discorso arbitrale. Reggio Emilia ha disputato una grande regular season e in finale ha dimostrato di meritare il titolo. Certo, nella doppia semifinale abbiamo commesso errori imperdonabili e, in una sfida così equilibrata, alcuni episodi hanno avuto un peso importante. Ma non mi piace parlare degli arbitri. Preferisco concentrarmi sui nostri errori, perché sono quelli che dobbiamo correggere se vogliamo crescere».
Negli ultimi tre anni siete sempre arrivati vicinissimi al grande obiettivo. Cosa manca per fare l’ultimo passo?
«I mezzi ci sono. Siamo arrivati a due finali e poi a un passo dalla terza consecutiva. Questo significa che il valore della squadra non si discute. Dobbiamo semplicemente lavorare ancora meglio, curando ogni dettaglio. Ogni estate partono giocatori importanti e ne arrivano altri. È sempre stato così e sono convinto che anche quest’anno chi arriverà ci darà una mano per restare competitivi ai massimi livelli».
Un tuo ex compagno, Martin Roger Farias, non è riuscito a imporsi dopo il salto alle Zebre. Come giudichi il suo percorso?
«Il passaggio all’URC non è semplice e non conosco le dinamiche che hanno portato alla sua partenza. Quello che posso dire è che Martin ha un talento enorme. Se è tornato in Argentina o ha scelto la Francia, comunque vada credo che il rugby italiano abbia perso un giocatore di grande qualità».
































