Tamburello serie A – Solferino, il presidente Spazzini: “Per me la stagione salta”

Il presidente-dt Mario Spazzini

SOLFERINO «La situazione è davvero preoccupante non tanto sul versante sportivo, ma sul piano sociale ed umano. Quando si inizierà a giocare a mio avviso al momento è impensabile ipotizzarlo. Prima pensiamo di tutelare la salute delle persone e ad uscire da questa epidemia poi parleremo di sport e per noi di tamburello». Il presidente-dt del Tamburello Solferino, Mario Spazzini, guarda all’oggi con la consapevolezza di chi sa che per uscire da questa vicenda bisogna soprattutto rispettare le regole stabilite a livello nazionale. «Sul versante sportivo – prosegue il massimo dirigente solferinese – avevamo lavorato sodo per allestire una squadra che potesse giocare alla pari con le pretendenti al successo finale. Vista la situazione però, ho la sensazione che forse salterà la stagione. Certo, si può fare qualcosa qualora s’inizi a giocare nel mese di giugno. Con quale spirito ad onor del vero non so».
Dalle sue parole si deduce che per lei la stagione sia da congelare e rinviando tutto al prossimo anno mantenendo comunque il quadro attuale?
«Non penso ci siano le condizioni tecniche e psicologiche per affrontare un campionato, soprattutto se si pensa di adottare almeno per le prime gare una soluzione come giocare a porte chiuse. Tornare a giocare, quindi, solo per far credere che tutto sia passato non so quanto possa servire».
Giusto quindi, per lei il blocco adottato?
«Sì, ovviamente».
Si parla di un inizio della stagione a giugno, lei che pensa?
«Nell’eventualità ipotizzata credo che vi siano molti problemi da tenere in debita considerazione, non ultima la disponibilità economica degli sponsor messa a dura prova da quanto accaduto. Se si vorrà dare la precedenza al campionato bisognerà pensare, quindi, di togliere dal calendario altre manifestazioni. Penso non si possa sottacere, poi, che alla ripresa ci troveremo dinanzi ad una sorta diffidenza da parte delle persone. Diffidenza che molto probabilmente rimarrà ancora per qualche mese. Sarebbe significativo, anche se so benissimo che non è cosa facile, riuscire a trovare un vaccino. Questo allontanerebbe i timori interiori che attualmente attanagliano le persone».
Paolo Biondo