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Tennis Tavolo paralimpico – La Brunetti e il tennis tavolo paralimpico. Ecco il percorso di Ludovico, Noè e Rayan

Castel Goffredo Alla Brunetti Castel Goffredo il tennis tavolo paralimpico ha trovato nuova linfa grazie all’arrivo qualche stagione fa di una campionessa d’eccezione, la veronese Michela Brunelli. Atleta di livello internazionale con un palmarès di assoluto prestigio: tre medaglie alle Paralimpiadi a squadre (due bronzi e un argento), due titoli mondiali, oltre a due argenti e due bronzi iridati, senza contare i numerosi altri risultati che la collocano tra le migliori azzurre di sempre. Il suo entusiasmo e il suo esempio hanno spinto la società guidata dal presidente Franco Sciannimanico a investire con convinzione in attività rivolte ai giocatori in carrozzina. In particolare, al PalaMazzi si svolge un progetto dedicato a tre giovani atleti con differenti livelli di disabilità: Ludovico Cangi Castellini, Noè Negrisoli e Rayan Rabin, tutti nati nel 2012. A seguirli ci sono tre tecnici storici del club, Lucia Gorgaini, Pietro Magnifico e Diego Bonoldi, che hanno scelto di dedicarsi con passione a questo percorso, ottenendo soddisfazioni tanto personali quanto sportive. Tra allenatore e ragazzi si è creato un legame che va oltre l’attività agonistica: quell’ora settimanale di ping pong è diventata un momento di crescita, socialità e divertimento. «I ragazzi mostrano un grande impegno e ottime capacità tecniche – spiegano Lucia, Pietro e Diego – e si è instaurato un rapporto davvero bello. Per loro l’allenamento è diventato un appuntamento importante: c’è chi in famiglia ha già sportivi e ora può dire di avere anche lui la sua ora settimanale. E c’è chi si sente pronto a confrontarsi con altri coetanei: una volta definita la classe di disabilità più adatta potrà partecipare alle gare». Il riferimento è a Noè Negrisoli, che di recente ha preso parte a uno stage della Nazionale giovanile paralimpica a Lignano Sabbiadoro, sotto la guida del ct Alessandro Arcigli.