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Amianto killer: un mantovano tra gli imputati di un processo che non parte

MANTOVA – C’è anche un mantovano tra gli ex manager della Sardit, azienda di Oristano, per i quali la procura sarda ha chiesto il rinvio a giudizio per la vicenda degli ex operai morti per esposizione ad amianto, secondo l’ipotesi della pubblica accusa. Si tratta di Alvaro Galvani, originario di Volta Mantovana, membro del consiglio di amministrazione dal 1989 al 1991, una delle ex figure apicali della società insieme all’ex amministratore delegato della Sardit, Michele Cardinale; Luigi Giannitrapani, consigliere delegato della società tra il 1976 e il 1983; e Carlo Goffi, procuratore della Sardit tra il 1989 e il 1991. Le date di riferimento sono indicative dei timori dei familiari delle vittime e dell’associazione ex esposti amianto: infatti nonostante si contino circa quaranta decessi accertati per mesotelioma pleurico e asbestosi, si teme che la richiesta di giustizia per il lungo elenco di morti possa essere cancellata dalla prescrizione. Dopo che l’inchiesta, iniziata con un esposto in procura nel 2012, ha portato a richieste di rinvio a giudizio, il processo è intrappolato in un estenuante ping-pong di rinvii. L’impianto Sardit, sito nella zona industriale nord di Oristano, era attivo nella produzione di manufatti in cemento amianto e ha chiuso i battenti nel 1992, quando la fibra venne dichiarata fuori legge a causa della sua elevatissima tossicità. L’inchiesta, scaturita dall’esposto dell’associazione Areas che tutela le persone esposte all’amianto, del lungo eletto di decessi presentato da Areas, ne ha accolto soltanto tre. I reati contestati riguardano la negligenza, l’imprudenza e l’imperizia o l’omissione di misure strutturali e organizzative idonee a impedire o ridurre il diffondersi delle polveri di amianto prodotte durante la lavorazione. L’udienza preliminare era stata fissata per il 6 novembre 2024, ma la procedura è subito entrata in stallo. Dopo la prima udienza, i trasferimenti dei giudici che si dovevano occupare del fascicolo hanno innescato una serie di rinvii. Anche l’udienza in programma martedì scorso non si è tenuta, posticipando ulteriormente il tutto a maggio dell’anno prossimo.