Viadana Il ruolo di capitano, nel rugby più che in altri sport, è una componente fondamentale per le dinamiche di gruppo in campo e fuori. Tommaso Jannelli, “capobranco” del Viadana, mostra idee chiare da portare in campo nel 2026.
Un bilancio per l’anno che si è chiuso da pochi giorni…
«Possiamo ritenerci soddisfatti per come si è concluso questo 2025. Quarto posto in campionato e semifinale di Coppa Italia conquistata. Il tutto con cambi importanti nella squadra, soprattutto per quanto riguarda il gruppo di leader e nella regia. È un Viadana che ancora non credo abbia espresso il suo miglior rugby, ma fortunatamente abbiamo la voglia e le energie per continuare a lavorare duro e arrivare ad esprimerci al meglio».
Se non ci fosse stata la controversa sconfitta di Reggio Emilia ora sareste in vetta per il terzo anno, nonostante i molti cambi. Come leggete questo dato?
«Più che della sconfitta con Reggio Emilia forse parlerei di più di quella contro Vicenza, l’ultima di campionato. Comunque sì, ogni tanto qualche scivolone ci sta e non saranno di certo un paio di risultati negativi a cambiare il percorso di questo gruppo. Sinceramente non guardo tanto a dove saremmo se avessimo vinto; mi concentro di più su cosa possiamo fare di concreto per continuare ad essere lassù e competitivi. Gli stimoli non sono mai abbastanza, anche perché sappiamo che il campionato è ancora tanto lungo, non ci si può distrarre e poi le partite che contano veramente devono ancora arrivare».
Il programma di lavoro di gennaio cosa prevede?
«Abbiamo ripreso il 2 con un po’ di lavoro atletico, oltre che di rugby, anche per smaltire un po’ le feste e poi siamo ripartiti con una settimana normale per affrontare domani Rovigo. Sarà un gennaio molto impegnativo con 4 partite importanti e 3 fuori casa. Il lavoro sarà incentrato su di noi e su come riuscire a portare la performance in campo».
La prima partita del 2026 è con Rovigo, non proprio una sfida agevole, ma non lo è nemmeno per loro: ci saranno molte variabili in campo?
«Assolutamente sì: una partita che sta prendendo, ogni anno, sempre più valore e prestigio. Di certo ci saranno tante variabili in campo: intanto si giocherà al “Battaglini”, campo non facile da espugnare e poi sarà sicuramente da tenere in considerazione il fattore meteo e il fattore emotivo che giocherà un ruolo importante. Dopo Rovigo avremo le Fiamme Oro in casa e il fine settimana a seguire andremo a Padova; due match molto importanti per la nostra classifica e il nostro percorso».
Alessandro Soragna









































