MANTOVA Lo avevano trovato riverso a terra vicino ai carrelli per la spesa i dipendenti del supermercato Conad di via Grayson la mattina del 27 dicembre dello scorso anno. Sulle prime pareva uno con il sonno pesante e qualcuno ha anche pensato con un po’ di malizia che quel sonno pesante fosse uno dei postumi dell’ennesima sbronza. Poi era stato chiaro che la faccenda era molto più grave, e che tra i carrelli della spesa si era consumato il dramma di un senza tetto, che contro la vetrata del supermercato cercava un po’ di riparo dal freddo pungente di quei giorni. Gateano Pellizzari, così si chiamava, se n’era andato in silenzio, da invisibile, stroncato da un infarto causato dal freddo. Oggi, a oltre due mesi, se ne va per sempre al crematorio di Mantova. Nessuna cerimonia funebre, nessuno che abbi mai reclamato la salma che da quella fredda mattina di fine anno era nell’obitorio del Carlo Poma, lasciata libera per la sepoltura dopo l’autopsia eseguita lo scorso 30 dicembre. La morte del 66enne, era poi emerso dall’esame autoptico era avvenuta alcune ore prima del rinvenimento del cadavere; nessun segno di violenza, solo una vita vissuta ai margini. Un dramma pietoso di solitudine ed emarginazione che consumato in silenzio, sotto le luci degli addobbi natalizi di un supermercato di quartiere sorto proprio di fronte a quell’ex ceramica, il “magone” come la chiamavano tutti in città, che per anni è stato il rifugio dei senzatetto come il 66enne durante le notti gelide e interminabili degli scorsi inverni. Attraversare la strada non ha cambiato molto della condizione e del destino di una popolazione di invisibili che una volta passato il Natale sono tornati a essere invisibili, ancora più di prima, dimenticati in un loculo delle sale mortuarie fino a quando il Comune di Mantova ha deciso di intervenire per mettere la parola fine una volta per tutte su una storia di cui nessuno ormai nemmeno si ricordava.






































