Home Cronaca Referendum. Il procuratore D’Avino: siamo in pochi per il Sì

Referendum. Il procuratore D’Avino: siamo in pochi per il Sì

MANTOVA Si è svolto l’altro ieri nella Sala degli Stemmi l’incontro Le ragioni del Sì – Referendum Giustizia, promosso dal Comitato Camere Penali per il Sì e moderato dalla giornalista Antonia Bersellini Baroni. Ad aprire i lavori è stato l’avvocato Sebastiano Tosoni, presidente della sezione mantovana della Camera Penale della Lombardia Orientale: «Il nostro obiettivo è informare i cittadini rendendo comprensibile un tema tecnico, perché alla fine si tratta di avere un giudice terzo e due parti sullo stesso piano». A seguire il saluto dell’avvocato Maria Luisa Crotti, presidente della Camera Penale Lombardia Orientale. Il confronto è entrato nel vivo con l’intervento del procuratore della Repubblica di Parma Alfonso D’Avino, tra i pochi magistrati a favore della riforma. «I magistrati schierati apertamente per il Sì non sono moltissimi. Non mancano colleghi che condividono questa posizione ma preferiscono non esporsi pubblicamente. D’Avino ha ricordato che la separazione delle carriere rappresenta «lo sbocco naturale di un percorso iniziato con il nuovo codice di procedura penale», ma ha indicato anche il nodo principale della riforma: «Il vero problema è il sistema delle correnti nel Csm». Molto critico il giudizio dell’avvocato Emilia Rossi, già componente dell’Ufficio del Garante nazionale per i detenuti: «Non ho mai visto una campagna referendaria così aggressiva e segnata da propaganda manipolatoria». L’avvocato Laura Antonelli, tesoriere della Giunta dell’Unione Camere Penali Italiane, ha sottolineato la trasversalità delle posizioni favorevoli alla riforma. A chiudere gli interventi l’avvocato Andrea Cavaliere, componente della Giunta Ucpi: «Nella fase delle indagini preliminari le richieste del Pm vengono accolte in percentuali molto alte», richiamando la necessità di rafforzare il ruolo di controllo del giudice.