Home Cronaca Applausi e commozione nel ricordo di Roberto Modena

Applausi e commozione nel ricordo di Roberto Modena

CASTEL D’ARIO Emozioni e momenti di tangibile commozione, venerdì sera al Palazzo Pretorio di Castel d’Ario, dove è andato in scena un concerto per ricordare lo stimato musicista locale Roberto Modena a vent’anni dalla sua prematura scomparsa. Ad organizzare la serata, introdotta e diretta da Daniela Fune, l’Au ser insieme alla Società Operaia di Castel d’Ario e con il patrocinio del Comune. Tra i protagonisti volti noti tra gli amici e i colleghi di Modena, e ovviamente il Corpo Bandistico Casteldariese diretto dal maestro Giuseppe Chiodi. Durante la serata sono stati proposti brani classici del repertorio Jazz di Duke Ellington, Glenn Miller, Dizzie Gillespie e George Gershwin impreziositi dalla voce di Elena Pasquetto . Roberto Modena, nato e cresciuto nella Banda cittadina, ha frequentato il conservatorio di Mantova specializzandosi come trombettista, componente dell’orchestra dell’Arena di Verona, cofondatore e direttore della Nuvolari Jazz Big Band. È stato docente di Educazione Musicale nelle scuole medie del territorio, nello specifico all’Istituto comprensivo del Po di Ostiglia ha sostenuto la nascita dell’indirizzo musicale. La Turandot era la sua opera preferita e Giacomo Puccini la sua fonte d’ispirazione. Il coro Auser locale, nato sei anni fa e costituito e da 40 elementi, porta il suo nome. Nell’occasione è stato ricordato anche il maestro Carlo Vincenzi, recentemente scomparso mentre si trovava a Parigi con la famiglia. Diverse nel corso della serata le testimonianze e i ricordi. Dal vicesindaco di Castel d’Ario Mara Spanevello (“Ha lasciato un’impronta importante nella nostra comunità”) all’ex dirigente scolastico Roberto Archi(“Era un amico e un’insegnante straordinario che aveva un’empatia naturale con i suoi studenti”) fino alla sorella Roberta Modena che ha letto una lettera toccante dedicata al fratello (“Caro Roberto, ti immagino ancora in tournèe. Per me sei sempre in trasferta, in viaggio a portare la tua musica. E io sono qui ad aspettarti”), sono state alcune delle testimonianze che hanno confermato la levatura della sua figura in termini umani e professionali. Matteo Vincenzi