MANTOVA Tre anni di reclusione a fronte di una richiesta di condanna avanzata dal pubblico ministero in requisitoria di quattro anni. Questo quanto deciso ieri dal giudice Gilberto Casari nei confronti di un cinquantenne italiano residente nell’hinter land cittadino, finito a inizio 2024 sul banco degli imputati per maltrattamenti e violazione degli obblighi di assistenza familiare, ipotesi quest’ultima dalla quale è stato invece mandato assolto. Segnatamente la vicenda a lui ascritta afferiva a un periodo antecedente la primavera del 2021 quando, a seguito di denuncia querela da parte della ex compagna – dopo una relazione di una quindicina di anni – era scattata la procedura legislativa del codice rosso. In particolare, stando al quadro inquirente contestatogli, l’uomo attualmente detenuto per stalking ai danni di un’altra donna si era reso responsabile nel tempo di reiterate condotte vessatorie nonché violente perpetrate ai danni della persona offesa, costituitasi parte civile con l’av vocato Andrea Vareschi, anche alla presenza della loro figlioletta, ancora oggi minorenne. Episodi che avevano comportato conseguentemente nella coniuge un perdurante stato di paura e timore per la propria incolumità al punto da costringerla ad intraprendere un percorso di supporto psicologico. Insulti e percosse in serie, dietro la minaccia di alzare il tiro se lei avesse osato chiamare i carabinieri. E senza fermarsi nemmeno davanti alla loro piccola, in braccio alla madre. In un’occasione, ad esempio, dopo aver aggredito la compagna l’aveva chiusa a chiave in casa. Così lei aveva deciso di abbandonarlo salvo, poco dopo, fare marcia indietro e perdonarlo. Fino a quando però, scoperta la passione di lui per le prostitute oltre alla ripresa di violenze e minacce anche di morte nei suoi confronti, chiudere definitivamente la relazione, ottenendo la separazione. Ma la fine della convivenza non aveva risolto la questione come quando, durante una visita alla figlia, lei lo aveva lasciato fuori casa dopo una discussione e lui per tutta risposta era entrato dalla finestra sferrandole un pugno in testa. Lorenzo Neri






































