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Mantova ha detto Sì ma ha vinto il No. I commenti

MANTOVA  Undici comuni mantovani hanno detto No, e tra questi c’è anche il capoluogo. Il No più convinto è arrivato da Suzzara (63,36%), mentre il Sì più deciso è stato quello di Piubega con una percentuale bulgara del 68,54%. Tra i commenti degli addetti ai lavori c’è quello del presidente delle Camere penali di Mantova, avvocato Sebastiano Tosoni: “persa un’occasione storica”, e del suo collega Francesco Magnoni del Comitato avvocati per il No di Mantova: “fondamentale il voto dei giovani”.

“Non ci hanno visti arrivare neanche questa volta. Si tratta di una vittoria storica, per il PD di Elly Schlein, gli alleati, la classe dirigente ed i militanti, raggiunta lavorando in modo testardamente unitario. Il governo ha voluto politicizzare questo voto, per cui si tratta di un voto assolutamente politico”, commenta Adrianio Stabile (Pd).
“È un risultato straordinario, con il quale gli italiani mandano un messaggio forte e chiaro al governo: la Costituzione antifascista non si tocca. Mi auguro che sia iniziata la fase del disincanto. Il dato provinciale evidenzia che c’è ancora molto lavoro da fare ma emergono indicazioni in controtendenza da realtà importanti, penso in particolare ai comuni di Porto Mantovano, Curtatone e Borgo Virgilio”, osserva Antonella Forattini, deputato Pd.
“Il dato della provincia di Mantova è chiaro e significativo: grande partecipazione e un territorio che si è espresso in modo netto – dice Antonio Carra, segretario provinciale della Lega mantovana -. Nel merito, il risultato conferma che anche nel nostro territorio c’è una forte domanda di cambiamento e di miglioramento del sistema giudiziario”.
“Il voto popolare va rispettato, sempre e comunque- commenta il senatore Paola Mancini, segretario provinciale di Fratelli d’Italia Mantova -. Restiamo convinti si trattasse di una buona riforma, peraltro scritta nel nostro programma elettorale; evidentemente ha prevalso l’atavica paura del cambiamento”.

“Accolgo con soddisfazione il dato della Provincia di Mantova e della Regione Lombardia che con l’affermazione del Sì non hanno dato retta alle sirene mistificatrici sulla riforma e abbiano fatto una scelta d’indiscutibile civiltà”, sottolinea Paola Bulbarelli, Consigliere regionale FdI.
“A livello nazionale ha prevalso il NO, ed è un risultato che considero un’occasione persa per il Paese», dice Michele Falcone, segretario provinciale di Forza Italia Mantova. «Dopo 30 anni, si poteva affrontare il tema con meno contrapposizione politica e maggiore attenzione al merito. Pazienza, vorrà dire che dovremo aspettare ancora 30 anni”.
«Italia viva sul referendum ha lasciato libertà di decisione ai propri tesserati: l’esito è stato netto chiaramente e questo mette un grossa responsabilità in capo all’attuale governo” osserva Fabio Madella, di Italia Viva Mantova.

“Si votava per il cambiamento, per riformare un pezzo della Costituzione sulla giustizia o conservare. – dice Enrico Volpi, segretario provinciale di Noi Moderati Mantova – Questo dato dice che la maggioranza degli italiani sceglie la seconda strada, nonostante molte cose non funzionino. Evidentemente il cambiamento ha fatto paura”.

“Quando i cittadini si esprimono hanno sempre ragione. Il voto di queste ore va rispettato senza ambiguità e senza letture strumentali. Rimaniamo convinti – dicono Andrea Dara
e Alessandra Cappellari della Lega di Mantova – che milioni di italiani chiedano da tempo un sistema giudiziario più efficiente, più giusto e più vicino ai cittadini. È una richiesta di rispetto, di equilibrio e di buon senso che non può essere ignorata. Per questo motivo  il Governo deve andare avanti con compattezza e determinazione nel percorso di riforma della giustizia”.
« Il responso delle urne è chiaro – commenta il segretario provinciale di Azione Mantova, Gabriele Brigoni –. Gli italiani non hanno bocciato nel merito una proposta di riforma costituzionale — oggettivamente complessa, tecnica, difficile da spiegare in una campagna referendaria. Hanno espresso un giudizio politico su chi quella riforma l’ha portata avanti. E quel giudizio è stato severo”.