Mantova Con la sconfitta di venerdì scorso contro la Came Treviso, la corsa salvezza del Saviatesta si è complicata ulteriormente. Stasera però i biancorossi sono chiamati a una reazione, anche se l’impegno è di quelli proibitivi: alle 20.30 al PalaSguaitzer arriva infatti la capolista L84 Torino. «Tornare subito in campo ci farà bene – spiega mister Pino Milella -. Vogliamo lasciarci alle spalle la delusione della gara persa con la Came in trasferta. Mi aspetto una partita molto difficile, contro una squadra in grande forma, che sta lottando per il primo posto con il Catania e che arriva da una vittoria netta contro la Feldi Eboli. La L84 è dinamica, fisicamente forte, con grande corsa e capacità di pressing. Sarà dura, ma ci proveremo». «Conto di recuperare Mohabz – prosegue il tecnico biancorosso – anche se non è ancora al meglio. In questo momento però non possiamo permetterci troppi calcoli».
In classifica il Saviatesta è sempre terzultimo con 21 punti, a -7 dalla zona play out e a -9 dalla salvezza diretta. «A Treviso eravamo partiti bene, andando subito in vantaggio – racconta ancora Milella – alla prima disattenzione è arrivato il pari. Il momento chiave è stato tra il finale di primo tempo e l’inizio della ripresa: dall’1-1 siamo passati al 4-1 per la Came, tutto per nostri errori a palla ferma, situazioni che avevamo preparato durante la settimana. A questo si aggiunge anche la sconfitta con il Pomezia. L’umore dello spogliatoio è inevitabilmente sceso. Quando perdi gare così importanti per errori evitabili, bisogna però restare lucidi e guardare subito avanti». «Sono amareggiato e deluso – conclude il mister -. Contavo molto sugli scontri con Pomezia e Came, ma abbiamo sbagliato troppo. Finché esiste una possibilità, anche minima, per evitare la retrocessione diretta, dobbiamo dare il massimo in ogni partita. L’ho ribadito alla squadra: non possiamo lasciare nulla al caso. Le dirette concorrenti si sono dimostrate più concrete di noi, anche se spesso abbiamo giocato bene senza raccogliere punti. Non riusciamo a far pagare agli avversari ogni errore, mentre a noi succede il contrario. Ma siamo ancora in corsa, anche se la speranza si è ridotta al lumicino».







































