Mantova Se il Mantova è riuscito a conquistare la salvezza in Serie B, lo deve pure a capitan Davis Mensah. Dopo Mancuso, anche l’attaccante biancorosso ha rilasciato alcune dichiarazioni ai giornalisti presenti mercoledì scorso a Corte Villa Peron di Marmirolo durante la festa del club di viale Te di fine stagione. Assieme a Trimboli, Radaelli, Maggioni, Wieser e Bragantini, il classe 1991 nato a Bussolengo è tra i giocatori più longevi della squadra rimasti dalla storica conquista della promozione, dalla C alla B, di due stagioni fa. In questo campionato il 34enne ha indossato anche la fascia da capitano, realizzando quattro gol, di cui due decisivi valsi la vittoria contro il Padova all’Euganeo. Davis ripercorre la stagione tramite i ricordi molto vivi presenti nella sua mente: «La salvezza di quest’anno vale quanto la promozione in Serie B di due stagioni fa – afferma il bomber -. Anche perché ci davano tutti per spacciati, invece abbiamo fatto un miracolo. Nel girone di ritorno siamo stati devastanti, dimostrando di avere gli attributi. Abbiamo giocato tutte le partite come fossero delle finali. Alla fine siamo riusciti a portarci a casa l’obiettivo: per noi è come se avessimo vinto il campionato».
La stagione non era iniziata nel migliore dei modi: dopo 16 giornate i virgiliani erano precipitati al penultimo posto. Patron Piccoli fu costretto ad invertire la rotta: esonerò prima l’ex ds Botturi e poi mister Possanzini. Contro l’Empoli fece il suo esordio in panchina Modesto, artefice insieme al direttore sportivo Rinaudo, subentrato a Botturi, della storica salvezza conquistata lo scorso 1 maggio contro il Monza al Martelli. Nonostante il periodo difficile a cavallo tra ottobre e novembre, Mensah non ha mai perso le speranze fino ad una partita in particolare: «Il giorno in cui capii che avremmo potuto farcela fu il sei aprile. Giocammo in casa contro l’Entella: per entrambe si trattava di uno scontro diretto per la salvezza. Noi non giocammo la nostra miglior gara, però eravamo riusciti comunque a crearci diverse occasioni pericolose. Dopo l’eurogol di Marras capii che avremmo potuto salvarci. È stato bellissimo».
Con il passaggio dall’ex tecnico Possanzini all’attuale allenatore dei virgiliani Modesto, Davis è rimasto tra i punti fermi del Mantova. Grazie anche all’aiuto datogli dal tecnico calabrese: «Mister Modesto è stato molto bravo – spiega ancora l’attaccante – .
I numeri non mentono e sono tutti dalla sua parte. Mi ricordo di un episodio particolare che successe dopo Padova, quando durante l’intervista post partita dissi che ero un mini bomber. Modesto il giorno dopo mi disse: “Devi ragionare da bomber”. Quelle parole mi spronarono ancora di più e il giorno seguente cercai subito in allenamento di migliorare sotto porta. Poi però mi sono infortunato a La Spezia e mi è dispiaciuto un sacco perché avrei potuto segnare qualche gol in più. Però ripeto, tornando su mister Modesto, parlano i numeri: ci ha dato una grossissima mano».
Oltre alla salvezza conquistata alla penultima giornata in casa, davanti ai propri tifosi, tra i ricordi più vividi nella memoria del veronese c’è la doppietta siglata contro il Padova, valsa poi la vittoria finale per 2-1: «Per me è stata un’emozione indescrivibile. Ad oggi è l’unica che sono riuscito a realizzare in Serie B. Spero però di potermi ripetere e migliorare, magari ancora con il Padova o sennò anche nel derby con l’Hellas Verona (retrocessa dalla Serie A e avversaria del Mantova la prossima stagione, ndr)».
L’anno prossimo Mensah avrà 35 anni ma non ha alcuna intenzione di cambiare aria, appendere gli scarpini al chiodo o sfilarsi la fascia da capitano e la maglia biancorossa. «Fisicamente mi sento bene – dice pieno di energia – . Finché la società mi vorrà continuerò a dare fedelmente il mio contributo. Prima dell’infortunio con lo Spezia, avevo già qualche problema al flessore, ma ho comunque voluto rischiare. Sono stato incosciente perché non l’ho detto a nessuno, peggiorando la situazione. La fascia? Ringrazio sempre i ragazzi. Non era scontato diventassi io capitano. Non è facile indossarla in una piazza così importante. Credo di poterla portare e di dare qualche consiglio utili ai giovani, che sono molto bravi».
Infine Davis aggiunge un’ultima cosa: «Il prossimo sarà il mio quinto anno a Mantova. Sono veramente orgoglioso di vestire questa maglia. Non avrei mai pensato di diventare bandiera del Mantova. Quando ci fu il primo faccia a faccia ero un ragazzino e giocavo in Serie D. Non pesavo di arrivare a fare il calciatore in queste categorie. Quello che viene è tutto di guadagnato. Il ricordo più bello che mi porterò sempre nel cuore è la gara con il Südtirol a Bolzano. Dall’esterno è stato bellissimo vedere i ragazzi vincere. Sono stati fantastici, ci hanno messo sudore, impegno e tanto cuore, dimostrando grande attaccamento alla maglia. Sono orgoglioso di essere il loro capitano».






























