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Alle Grazie si apre il mese giubilare: “Il Signore ci chiede di aggiornare i nostri sì”

GRAZIE (CURTATONE) – MANTOVA A Grazie si è aperto ieri il mese giubilare con la celebrazione della Santa Messa presieduta dal vescovo Marco Busca, alla presenza della reliquia del Preziosissimo Sangue. Una cerimonia attesa, officiata nel santuario mariano, nel mese mariano per eccellenza, seguita da numerosi fedeli. Nell’omelia, iniziata con una riflessione sulle vocazioni, il vescovo ha ricordato l’importanza di pregare per la propria: «Spontaneamente pensiamo che le vocazioni siano solo quelle di preti, suore, missionari». Ma tutti siamo discepoli e il vescovo ha invitato a riflettere sulle “vocazioni cristiane”. « Ha senso pregare per la propria vocazione, chiedere al Signore di essere fedeli e perseveranti nel realizzare la missione che ci ha dato per la nostra vita». Busca ha parlato anche
dei sì ripetuti ogni giorno: «Noi dobbiamo rimanere dei chiamati fino alla fine della vita. Il Signore ci chiede di aggiornare i nostri sì, perché l’amore o si aggiorna o invecchia, si spegne». Ha sottolineato poi il valore della vocazione battesimale e la crisi del matrimonio: «Il vero problema è che non viviamo in una cultura predisposta a fare la volontà di Dio, ma nelle voglie dell’io, dove l’altro viene visto come minaccia». Rivolgendosi ai giovani, ha detto: «Chi li aiuta a fare le scelte vere? Spesso si punta a studiare, fare carriera, avere reddito. Ma questa è una sistemazione, non la missione della vita». Raccontando un aneddoto ha precisato « Nella vita non si deve fare ciò per cui si è “portati”, ma ciò per cui si è creati». Ha ricordato poi anche l’apostolo Pietro: «Il suo battesimo – ha detto – di lacrime avviene quando capisce che non è lui a dare la vita per Gesù, ma Gesù per lui».