Carmen Lasorella: “Non chiamiamoli migranti…”

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MANTOVA Un libro sui diritti. È il romanzo “Vera e gli schiavi del terzo millennio” della giornalista Carmen Lasorella, noto volto Rai, presentato alla Teresiana con l’introduzione dell’assessore Alessandra Riccadonna. “Ho scelto la forma del romanzo per i temi che ho trattato”, ha spiegato la giornalista, “per narrare di diritti umani bisogna parlare alla testa ma soprattutto al cuore delle persone”. L’invito è non fermarsi alla superficie. “La vita è come un grande palcoscenico deve dobbiamo recitare una parte”, ha detto la giornalista, “ho vissuto il mio lavoro come una straordinaria opportunità, con un grande rispetto per le notizie. L’informatica ci ha allontanato dai luoghi e dalle persone. La curiosità e l’approfondimento devono far parte del nostro modo di vivere”. Il romanzo è un invito a fare, tutti, la propria parte. “Anche se abbiamo i capelli bianchi, nessuno ci esula dall’impegno, c’è tempo per tutto, può cambiare l’energia a seconda dell’età, ma non si deve mai smettere di offrire il proprio apporto”. Carmen Lasorella, si definisce una “lettrice bulimica” fin da quando aveva sette anni. “Siamo bombardati e storditi dalle notizie ma in realtà la percentuale del terrorismo portata dall’immigrazione è esigua”, ha affermato la giornalista, “migranti è una parolaccia. Perché non chiamarli ad esempio siriani, e togliergli anche la loro identità. In Africa c’è l’infanzia dell’umanità. Abbiamo devastato paesi con una cultura incredibile. La cultura non è solo una nostra prerogativa”. (tp)

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