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San Francesco superstar con Scifoni Tante risate in un Teatro Sociale sold out per lo spettacolo del comico

MANTOVA “A volte siamo più grandi dei nostri desideri”. A dirlo è G   iovanni Scifoni, artista poliedrico, che sul palco del Teatro Sociale ha portato il suo “Frà. San Francesco la superstar del Medioevo”, spettacolo presentato da Mister Wolf per la rassegna Mantova Live Theatre. La vita del santo viene ripercorsa nella sua straordinaria capacità di resistere al passare dei secoli con uno sguardo alla modernità. Viene definito il performer ideale di papa Innocenzo III per la sua forza di arrivare a migliaia di persone grazie alla sua oratoria, mimica e gestualità in un’epoca in cui l’unica attività di promozione era demandata al passa parola e non certo ai social. “Se c’è qualcuno disposto ad ascoltare, le parole diventano carne”, riconosce Scifoni. Di San Francesco, definito spesso il “giullare di Dio”, sono “idee” oggi entrate nella consuetudine ma che nel Medioevo erano assolutamente innovative, come il presepe di Greccio. Scifoni, che deve la sua popolarità televisiva all’inter pretazione di due medici, il primario di neuropsichiatria Enrico Sandri di “Doc” e il dottor Lorenzo Riva, direttore della casa famiglia e psicologo di “Che Dio ci aiuti”, fa anche una stima del valore commerciale di una figura pop come quella del santo di Assisi a quasi ottocento anni dalla sua morte: 5 miliardi di dollari “per avere il volto sulle tazze degli autogrill, accanto al Toblerone”. Anche Francesco aveva un ego con il quale dover fare i conti, “nemmeno facesse Totti di cognome”. La vita di Giovanni di Pietro di Bernardone, San Francesco, è una delle più rappresentate a cinema e a teatro. Lo ricorda Scifoni stesso, particolarmente avvezzo a raccontare le storie delle vite dei santi. Basta ricordare un altro suo spettacolo che ha registrato sold out ovunque, “Santo Piacere. Dio è contento quando godo”. “Frà” non è da meno. “Il vero problema con cui mi sono dovuto scontrare preparando questo spettacolo è che Francesco era un attore molto più bravo di me”, ha dichiarato più volte Scifoni. In realtà, la sua recitazione, unita alle sue abilità grafiche ed atletiche, intervallate dalle laudi medievali suonate con gli strumenti antichi da Luciano di Giandomenico, Maurizio Picchio e Stefano Carloncelli, ricevono applausi a scena aperta. Il finale è una standing ovation di diversi minuti nonostante il lapsus dell’artista che saluta Modena invece di Mantova. In prima fila, nella Domenica delle Palme, c’è anche il vescovo Marco Busca, in platea diversi prelati. A fine spettacolo l’ormai consueto appuntamento con il pubblico nel foyer del teatro per la sessione di selfie e autografi. Giovanni-Frà ha fatto centro ancora una volta. Tiziana Pikler