Scuole, senza insegnanti l’anno conta un mese in meno

MANTOVA Quasi un mese dalla prima campanella e in varie scuole di tutti gli ordini e gradi gli organici attendono di completarsi. Insomma, il conto è semplice e rimarcato dagli stessi studenti, che passano la palla della rimostranza ai genitori, e questi a cascata sugli uffici competenti – sino alla extrema ratio di interpellare il ministero dellistruzione.
Il problema era stato sollevato già alcune settimane fa da un gruppo di genitori che aveva interpellato il nostro giornale per rendere noto lo stato di disagio in cui versavano i ragazzi di una scuola media di città, la media “Alberti”, dove su dieci insegnanti potenziali soltanto 3 a settembre avevano preso posto stabile nelle aule. Per il resto, il tempo veniva occupato da docenti di supporto o, chiamiamoli così, “volontari”; i quali però non svolgevano le materie di indirizzo, ma limitavano la propria funzione di tappabuchi proiettando film. Insomma, tempo perso, lamentavano i genitori. Quella situazione, ci dicono, parrebbe oggi parzialmente sanata.
Parzialmente. Il che significa che a quasi un mese dalla prima campanella del 12 settembre non tutto sarebbe regolarizzato. Ad oggi in quella stessa classe sono 3 gli insegnanti deficitari. Qualcuno ne era arrivato, ma poi è stato subito trasferito altrove. Resta pertanto il gap negativo. E non se ne fa un ragionamento parcellizzato a una scuola piuttosto che a un altra.
Un gruppo di genitori – lo stesso che aveva sollevato il caso – porta argomenti per estendere il problema a tutto il sistema scolastico virgiliano, posto poi che il problema sia da circoscrivere alla nostra città e non piuttosto a un quadro generale che va a detrimento dell’istruzione. Diverse infatti sarebbero le scuole con lo stesso problema. Ma a chi girarlo?
Il problema, rilevano i genitori, nasce da una concomitanza di fattori che renderebbe impensabile responsabilizzare questo o quel dirigente, oppure lo stesso Ufficio scolastico provinciale che sovrintende alle graduatorie e alla distribuzione delle cattedre. In un paese che da anni non rinnova il “parco docenti” con concorsi, a fronte di classi che crescono soprattutto di utenza straniera, talvolta problematica, diventa a quanto pare sempre più difficile fornire soluzioni idonee. Da qui la volontà di indirizzarsi direttamente al Mibact per chiarire come ormai in molti istituti virgiliani l’anno scolastico viene a ridursi di un mese.

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