Emozioni e suggestioni dei paesaggi sonori di Stefano Gueresi in San Cristoforo con Apogeo String Orchestra

MANTOVA  Il ricordo di Stefano Gueresi è sempre vivo e lo dimostra la grande e sentita partecipazione al concerto che gli è stato dedicato domenica pomeriggio all’interno della ex chiesa di San Cristoforo. L’evento, programmato dall’associazione “Stefano Gueresi”, grazie all’ospitalità dell’associazione “Amici di Palazzo Te e dei Musei Mantovani” avrebbe dovuto coincidere con l’inaugurazione del giardino attiguo alla chiesa recentissimamente riqualificato, ma le condizioni meteorologiche ne hanno determinato lo spostamento nell’ampia aula interna, anch’essa appena riportata all’agibilità. Un ricordo di Stefano raccontato con la sua musica in un concentrato di suggestioni ed emozioni legate alla sua passione per i viaggi e all’altrettanto importante piacere del ritorno a casa. Sei composizioni realmente rappresentative della poetica di Stefano Gueresi, dei suoi paesaggi sonori proposti in una versione cameristica per quintetto d’archi e tastiera che ne offrono una raffigurazione armoniosamente avvincente ed evocativa, valorizzata dalla morbida acustica ambientale. Protagonisti applauditissimi del concerto, presentato dall’attore della “Campogalliani” Diego Fusari, i componenti dell’Apogeo String Orchestra, Carlo Cantini e Luca Bertazzi, violini, Eva Impellizzeri alla viola, Nicolò Nigrelli, violoncello, Gabriele Rampi Ungar al contrabbasso, con l’intervento alle tastiere di Mario Lino Rossi, pianista che sta trascrivendo le partiture originali delle composizioni di Gueresi. Apertura con le appassionate coloriture de “Il destino dei sogni” e “Diario di un giorno di pioggia” tratteggiate dalle linee melodiche affidate al violino e dalla delicata dinamica espressa in ampi arpeggi, profondità di bassi e repentini cambi di scena. Poi, un trasparente richiamo diretto alla spontanea ispirazione lirica di Stefano Gueresi con “Il ritorno”, un tocco di descrittività impressionistica con “Le nuvole azzurre di Ramsgate” e la fiduciosa luminosità a ritmo di valzer di “Oggi sarà bello”. Un avvincente, applauditissimo viaggio sonoro con approdo al conclusivo “Camminava in un aprile di pioggia”, brano di esemplare raffinatezza delineato da preziosi pizzicati onomatopeici proiettati sul soave canto del violino e riprese tematiche della tastiera, ripetuto in risposta all’entusiastica, meritatissima approvazione del pubblico che gremiva l’ampia navata di San Cristoforo. (gmp)