Porto Mantovano – Aumento Tari: “Il Comune doveva chiedere a Tea di rispettare il contratto”

PORTO MANTOVANO «Ennesima scelta politica che lascia perplessi e che segna la distanza tra amministrazione comunale e cittadini di Porto Mantovano». Lo afferma il portavoce territoriale di Fratelli d’Italia,  Salvatore Scalia , che subito aggiunge: «Ancora una volta i proclami della Giunta, stavolta arrivati per voce dell’assessore al Bilancio  Alberto Massara , si sono rivelati la solita cortina fumogena per distogliere l’attenzione generale sui problemi che investono la collettività, vedi l’incremento tariffario del +18,1% richiesto da Mantova Ambiente». «Non si è compreso il motivo per il quale il Comune di Porto Mantovano non abbia previsto, in funzione del preventivato aumento delle tariffe di Mantova Ambiente collegate agli effetti del D.Lgs. 116/2020 che nel 2022 si abbatteranno come una scure sui portafogli dei cittadini, un adeguato accantonamento. Tale inavvertenza – fa notare il referente dei meloniani – creerà non poche difficoltà nell’imposizione del nuovo metodo tariffario rifiuti di Arera». Scalia “smonta” anche l’annuncio secondo il quale il Comune di Porto Mantovano avrebbe stanziato delle somme per le riduzioni tariffarie: «La Giunta si trincera dietro presunte riduzioni delle tariffe per le utenze non domestiche, per il corrente anno, per evitare di fornire spiegazioni sulla mazzata economica che i portuensi riceveranno il prossimo anno. Va detto, al fine di evitare che i cittadini in buona fede possano credere a quello che annuncia l’assessore Massara, che le riduzioni per le utenze non domestiche, che sono una tantum, non sono merito delle politiche portate avanti da questa Amministrazione, bensì di fondi statali di cui godono in proporzione tutti i Comuni. Anche da questa vicenda emerge tutta l’insipienza politica della maggioranza consiliare alla quale, nella sostanza, preme più tutelare Mantova Ambiente anziché le tasche dei cittadini. L’Amministrazione – insiste Scalia – avrebbe dovuto porsi in una posizione paritaria sin da subito, già dal momento in cui a maggio il gestore aveva richiesto un incremento tariffario del +18,1% rispetto all’anno precedente. Sarebbe bastato diffidare Mantova Ambiente affinché rispettasse le pattuizioni contrattuali, e nello specifico chiedendo un rendiconto consuntivo della gestione in modo da poter riscontrare l’andamento dei costi del servizio». Il Piano Economico Finanziario 2021 fornito da Mantova Ambiente, nel quale si imputavano, a titolo esemplificativo, costi fissi gravanti sulla tariffa per 320.572 euro, è stato recentemente approvato in Consiglio con l’astensione delle opposizioni. «Somme in nessun modo consuntivate, che riguardano l’andamento delle attività di accertamento, riscossione (inclusi i contenziosi) e che potrebbero indurre a credere che Mantova Ambiente si sia attivata per il recupero degli insoluti. Ma purtroppo nemmeno questo è vero – conclude Scalia – perché già nelle scorse settimane la società che fa capo a Tea aveva scoperto le carte durante un incontro con i vari Comuni, ammettendo le difficoltà associate all’incremento del capitale circolante e agli insoluti: un recupero rivelatosi assai complicato, tant’è che si è dovuto contabilizzare la perdita».