MANTOVA Un bel regalo al Mantova l’aveva già fatto nello scorso campionato. Andrea Meroni giocava nella Reggiana, era la prima giornata, e un suo autogol valse ai biancorossi il 2-2 nei minuti di recupero. Lui stesso è il primo a riderci su. Del resto, come cantava De Gregori, “non è mica da questi particolari che si giudica un giocatore”: vale per chi sbaglia i rigori, ma pure per chi incappa in un autogol. Dunque, il Mantova dà il benvenuto a questo 29enne difensore monzese, giunto in riva al Mincio dal Bari, in prestito con obbligo di riscatto in caso di salvezza. L’esperienza non gli manca: più di 130 partite in Serie B, dove milita ininterrottamente dal 2019 con le maglie di Pisa, Cremonese, Cosenza, Reggiana e appunto Bari.
«Sono arrivato a Mantova in fretta e furia – dice – . L’impatto è stato positivo, ho trovato un bell’ambiente, entusiasmo, voglia di far bene e di raggiungere l’obiettivo. Vengo da una situazione delicata: a Bari le prospettive erano diverse, ma si sa che la B riserva sempre un sacco di sorprese, in questo caso negative. Modesto è il quarto allenatore che mi ritrovo in stagione dopo i tre di Bari: è una cosa che non mi era mai capitata. Però, guai a scoraggiarsi o a farsi prendere dal panico. Per salvarsi bisogna convivere con certe difficoltà. Bisogna rimanere ottimisti e lavorare con intensità e ritmo, come ho visto fare nel mio primo allenamento al Mantova. Io sono qui con la mia umiltà e le mie qualità, pronto a mettermi in gioco».
Meroni dovrà subito misurarsi col suo recente passato: «Quando ho guardato il calendario e ho visto che i primi due avversari sarebbero stati Bari e Reggiana non ci volevo credere: proprio le mie ultime squadre! Per ora pensiamo al Bari, un’altra squadra che ha cambiato tanto. Sabato mi aspetto una partita bella e combattuta».
Andrea si descrive come «un difensore centrale che può fare anche il braccetto». Rivela quanto siano stati determinanti i consigli di Bardi: «Abbiamo giocato insieme l’anno scorso a Reggio. Quando si è prospettata questa opportunità ci siamo sentiti e lui mi ha dato solo feedback positivi. Diceva di aver trovato un ambiente sano, con la voglia di migliorarsi e con le carte in regola per salvarsi. Mi sono fidato e, da quel poco che ho visto, mi sembra di non aver sbagliato. Del resto, il Martelli mi aveva sorpreso anche nello scorso campionato, quando sono venuto a giocarci con la Reggiana: ricordo un ambiente “acceso”, con una grande curva a spingere la squadra». Come numero di maglia ha scelto il 13: «L’ho sempre avuto, anche perchè lo trovavo sempre libero. E poi è un omaggio a Nesta, il mio campione di riferimento».
I convenevoli si fermano qui, c’è una salvezza da conquistare. «Manca un intero girone – conclude Meroni – . La salvezza dev’essere il nostro sogno. L’obiettivo da centrare a tutti i costi».






































