Calcio Serie C – Ghirelli: “Rinviare il turno del 9/1? Valutiamo. Mantova, Setti scelga presto cosa fare”

Masiello (terzo da sinistra) all'inaugurazione di Mantovanello
Masiello (terzo da sinistra) all'inaugurazione di Mantovanello

MANTOVA Ricominciare il 9 gennaio come da calendario o rimandare di una o due settimane? Il campionato di Serie C si trova di fronte a un dilemma, causato dal vorticoso aumento di casi positivi al Covid in svariate squadre. La Voce ne ha parlato direttamente con Francesco Ghirelli, presidente della Lega Pro, allargando poi il discorso ad altri temi cruciali che coinvolgono la terza serie e chiudendo con un accenno (tutt’altro che irrilevante) al futuro del Mantova.
Presidente Ghirelli, la situazione contagi si sta aggravando: come vi state muovendo?
«È in corso un monitoraggio che ci porterà ad avere un quadro oggettivo ed esauriente della situazione. Finchè non avremo i dati completi, è impossibile ipotizzare scenari».
Ma c’è la possibilità di un rinvio d’ufficio della prima giornata del 2022?
«In questo momento non possiamo escludere niente. Certo una decisione andrà presa nel giro di 24-48 ore, per dare modo alle società di organizzarsi. Qualsiasi decisione verrà presa, muoverà comunque da due principi cardine: la tutela della salute, che resta al primo posto; e la salvaguardia della regolarità del campionato».
È preoccupato?
«La situazione non è piacevole, anche perchè pensavamo di esserne usciti. Mi auguro comunque che non si raggiungano i livelli di criticità toccati nella prima fase. Purtroppo i no-vax, con il loro ostinato comportamento, stanno ostacolando il ritorno a una vita normale. E questo, personalmente, lo trovo molto grave».
Lei è un convinto sostenitore del vaccino obbligatorio per i calciatori…
«Lo sono da tre mesi e sono contento che si stia andando in quella direzione. Stiamo parlando di atleti di alto profilo, di professionisti. Tutelare se stessi e gli altri atleti con cui entrano in contatto è un dovere prima di tutto morale. È una questione di rispetto anche verso il Paese. Perchè un eventuale nuovo stop del calcio arrecherebbe un danno pesantissimo proprio al Paese».
Pensa sia necessario per la Lega Pro ripristinare un regolamento simile a quello dell’anno scorso, con disposizioni chiare sui rinvii delle partite?
«Al momento la situazione è la seguente: le Asl segnalano quando c’è un pericolo di cluster e, sulla base di queste segnalazioni, la Lega Pro dispone nel caso il rinvio della partita. Mi auguro non sia necessario ripristinare le regole della scorsa stagione. Ma la Figc sta comunque valutando questa possibilità».
La capienza negli stadi è stata ridotta al 50%: è una misura giusta, secondo Lei?
«Come dicevo, la salute al primo posto. Perciò, come Garibaldi, non posso che rispondere: “obbedisco!”. Certamente la riduzione della capienza si ripercuote negativamente sui bilanci delle società, oltre a creare un effetto negativo sugli sponsor. A questo proposito, ho molto criticato la decisione del Governo di non rinnovare il credito d’imposta».
Quali ripercussioni avrà sulla riforma dei campionati il delicato momento che stiamo vivendo?
«Non potrà che accelerarne il processo. Mi sono sempre considerato un “pasdaràn”della riforma. Il nuovo sistema calcio dovrà poggiare sulla formazione/istruzione/crescita dei giovani calciatori e calciatrici, oltre che sull’inclusione nel territorio. Questa è la sfida che ci ha posto Mancini vincendo gli Europei e che dobbiamo raccogliere».
Chiudiamo col Mantova: Setti entro il 2024 deve risolvere il nodo della multiproprietà…
«È un tema delicato e, aggiungo, urgente. Il caso Salernitana ci insegna che non possiamo permetterci di arrivare all’ultimo. Mantova e Bari devono cercare di risolverlo prima del 2024».
Ecco appunto: cosa si sente di dire ai preoccupati tifosi virgiliani?
«Che devono fidarsi di Maurizio Setti, persona seria e preparata»