VIADANA Il Rugby Viadana si prepara a un’estate calda. Dopo le parole del presidente Arletti e le incertezze che coinvolgono non solo il club giallonero ma l’intero movimento italiano, il futuro è ancora tutto da definire. Tra la volontà di mantenere competitiva la prima squadra, la nascita di una nuova Academy e la necessità di rendere il sistema più sostenibile, il vicepresidente Paolo Bottari traccia il quadro della situazione, lanciando anche un messaggio di fiducia ai tifosi.
Quale futuro attende il Rugby Viadana da luglio?
«Purtroppo Viadana vive una situazione simile a quella di tanti altri club italiani. Ho condiviso le recenti dichiarazioni del presidente Arletti e anche la sua scelta di dimettersi dalla Lega, perché oggi mancano i presupposti per realizzare quei cambiamenti che aveva proposto. Credo però che, attraverso un giusto ridimensionamento e una gestione sostenibile, il Viadana abbia tutte le possibilità di continuare ad avere un buon futuro».
Quali saranno le priorità del club?
«Ci sono alcune questioni interne da risolvere, ma c’è una forte volontà di investire sul settore giovanile. A breve nascerà una nuova Academy, un progetto al quale teniamo molto. Per quanto riguarda la prima squadra, il mercato è ancora in evoluzione, ma sono convinto che si troverà il giusto equilibrio. Continueremo a seguire la strada della sostenibilità, che è sempre stata uno dei nostri punti di forza».
Serve un cambio di rotta da parte della Federazione?
«Nutro grande stima per il presidente Duodo e sono convinto che saprà farsi promotore di cambiamenti importanti. Se ogni anno due o tre società si trovano in difficoltà, significa che qualcosa nel sistema va rivisto. I club hanno bisogno di sostegno e coinvolgimento: la sostenibilità si costruisce lavorando insieme, non guardando soltanto ai bilanci federali e alle franchigie».
Che messaggio vuole inviare ai tifosi?
«Chiedo di avere fiducia. Anche questa volta il Viadana ripartirà. La squadra verrà costruita con i sacrifici e i principi che hanno sempre contraddistinto il nostro lavoro».
La città continuerà a sostenere il club?
«Ne sono convinto. Nelle ultime partite casalinghe ho visto tanto pubblico, anche persone che non frequentavano abitualmente lo stadio. Viadana appartiene a tutti i suoi tifosi, non solo a chi segue il rugby da quarant’anni. La città è cresciuta e continueranno a esserci il sostegno delle istituzioni, delle aziende e delle persone. E dobbiamo lasciare spazio ai giovani, che rappresentano il nostro futuro».
L’Academy sarà il punto di partenza?
«Assolutamente sì. Vogliamo puntare sui giovani del territorio e su alcuni talenti provenienti anche da altre regioni italiane. È un progetto impegnativo, ma in passato abbiamo dimostrato di saperci assumere responsabilità importanti e ottenere risultati. Il recente scudetto Under 16 è un punto di partenza, non di arrivo. Tra un anno inizieremo a raccogliere i primi frutti di questo percorso, che consideriamo fondamentale per il futuro del Rugby Viadana».






























